1 Gennaio 2020

Saldi invernali al via il prossimo 4 gennaio: per Codacons saranno un flop, ne approfitterà meno del 40% delle famiglie

Il Natale è alle spalle e già si corre alla ricerca di nuovi acquisti e, soprattutto, di affari. Sta per iniziare, infatti, il periodo dei saldi invernali. In Piemonte prenderanno ufficialmente il via il prossimo 4 gennaio, per durare 8 settimane. Caccia all’ occasione, insomma, anche se ormai molti negozi contattano i clienti tramite messaggio o email invitandoli ad acquisti a prezzi scontati ben prima dell’ inizio della stagione degli sconti. L’ importante è non pubblicizzare la cosa in modo esplicito, anche perché si incapperebbe in sanzioni. Ma si aspettano davvero i saldi? FederConsumatori vede la stima di spesa al ribasso rispetto al 2019, complice anche l’ ultimo Black Friday. Prevista infatti una flessione degli acquisti dell’ 1,3%: per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media sarà di circa 179 euro per ogni famiglia. Per Codacons la flessione sarà addirittura del 10% rispetto all’ anno scorso, con una spesa media di 145 euro. Il 40% delle famiglie approfitterà degli sconti, mentre sarebbe necessario, sempre secondo l’ associazione, archiviare i saldi, ormai obsoleti, e spingere invece su iniziative come i “venerdì neri, ormai sempre più in voga, o lasciare ai commercianti la libera iniziativa di scontare la merce o di fare promozioni. Ricordiamo, come sempre facciamo nel corso degli anni, che nel periodo dei saldi occorrerà prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, fare una valutazione del rapporto qualità prezzo e ricordare sempre che il cambio è consentito a patto di aver conservato lo scontrino. Il decalogo che segue – proposto da ADUC, Associazione per i Diritti degli utenti e dei consumatori – elenca una serie di accorgimenti da adottare prima, durante e dopo l’ acquisto e che possono aiutare ad evitarle. PRIMA DI SCEGLIERE L’ ACQUISTO 1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell’ avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato; DURANTE L’ ACQUISTO – PREZZI 2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento (dopo non si potrà rivendicare il cambio di un prodotto perché il negozio a cento metri più in là vende lo stesso ad un prezzo dimezzato); 3) non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da sè e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche più ampie; 4) ricordarsi che prezzi tipo “49,90” euro vuole dire “50,00” e non “49,00”. DURANTE L’ ACQUISTO – PAGAMENTI 5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perché siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego, segnalarlo all’ istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante. DURANTE L’ ACQUISTO – QUALITA’ 6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione può variare notevolmente e incidere sul costo finale; 7) I capi d’ abbigliamento riportano l’ etichetta con le modalità di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di ciò che è indicato: la sua esperienza può servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si è portato il capo d’ abbigliamento in lavanderia; 8) Essere pignoli. Di un capo verificare se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie; 9) diffidare dei capi d’ abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: è molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l’ occasione e quindi con un finto prezzo scontato; DURANTE E DOPO L ‘ACQUISTO 10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo “la merce venduta non si cambia”: esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perché difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, è solo la disponibilità del commerciante che può ovviare al problema, ma non c’ è un diritto del consumatore.

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