3 Gennaio 2015

Saldi invernali 2015, Codacons: “Vendite in calo del 5% rispetto all’ anno scorso”

Saldi invernali 2015, Codacons: “Vendite in calo del 5% rispetto all’ anno scorso”

“Non si è registrata alcuna impennata delle vendite”. A rivelarlo, a poche ore dall’ inizio dei saldi invernali del 2015, è il Codacons , che ha segnalato un calo del 5 per cento nelle grandi città rispetto al 2014, con ribassi più evidenti nelle periferie. “Il comportamento dei consumatori sembra orientato alla massima cautela – ha sottolineato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – si gira per centri commerciali e strade dello shopping, si osservano i capi in vetrina e i prezzi, ma si attende ancora prima di effettuare gli acquisti”. ” Anticipare l’ avvio degli sconti al 3 gennaio non è servito a molto . Si esce, si osservano le vetrine ma ancora non si compra – ha continuato Rienzi – Segno che i consumatori puntano ad acquisti mirati, limitati da un budget per i saldi sempre più ristretto a causa della crisi economica”. Come lo scorso anno, secondo il Codacons, i piccoli negozi e soprattutto le periferie “risentono particolarmente della riduzione degli acquisti” mentre la situazione appare meno negativa negli outlet e soprattutto nelle boutique dell’ alta moda , che possono contare su una massiccia presenza di turisti che tengono alto il livello delle vendite. Molta la gente per strada a Roma , ma poca dentro i negozi, salvo qualche fila nelle importanti griffe italiane e internazionali. Nel Tridente, cuore dello shopping capitolino, negozi aperti, molti curiosi, vetrine attraenti ma, almeno per le vendite, l’ impressione è almeno per ora quella di grande prudenza. Un atteggiamento che tocca sia la clientela delle catene commerciali internazionali (“l’ anno scorso a quest’ ora avevamo venduto di più” rivela la commessa di una notissima marca di abbigliamento sportivo), sia le griffe più prestigiose del made in Italy di via dei Condotti , dove oltre le porte spesso si vedono solo i commessi. Qualche coda solo a piazza di Spagna (per i piumini d’ oca e le scarpe casual), per lo più di turisti orientali, o negli storici negozi di Campo Marzio (clientela italiana). Nessuna coda nelle catene spagnole e nordeuropee del pret-à-porter , che però, grazie ai prezzi competitivi, riescono a vendere qualcosa; anche l’ intimo giovane sembra reggere. Tra i clienti si sente la crisi: “Sono qui solo per curiosità – spiega una donna anziana di fronte a una vetrina del Corso – ma non credo comprerò nulla”. In tanti oggi hanno deciso di fare un giro in centro a Milano per vedere i negozi nel primo giorno di saldi, ma ad essere presi d’ assalto sono soprattutto negozi di prezzo medio e basso piuttosto che quelli delle grandi griffe. Qualche persona in attesa davanti a Gucci, nessuno davanti al negozio Moncler di via Montenapoleone . La coda più lunga sembra essere quella di Corso Vittorio Emanuele da Alcott . Una fila di adolescenti con solo qualche adulto ad accompagnare i figli per entrare nel negozio che offre sconti fino al 70% e magliette a partire da 2 euro e 99.

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