21 Agosto 2013

Saldi in ripresa bene i centri e chi punta sulla qualità

Saldi in ripresa bene i centri e chi punta sulla qualità

Federmoda: «Segnali di ottimismo. L’ anno terribile è passato» segue dalla prima pagina Ancora è presto per tracciare un quadro completo e si dovranno aspettare i dati finali, ma al momento, fermo restando il calo rispetto allo scorso anno, sembra che la situazione sia in miglioramento e certamente già migliore rispetto al resto d’ Italia. «Ci ha molto aiutato il periodo di Umbria jazz – confermano un paio di commercianti del centro storico di Perugia -. Dopo c’ è stato il solito crollo, ma quest’ anno il turismo ci ha aiutato». Gli stranieri sembra abbiano speso più degli italiani ma hanno aiutato anche le percentuali molto alte di sconti. C’ è chi ha toccato anche l’ ottanta per cento, ma il settanta in meno si è visto molto in giro. «In realtà saldi così alti non ci aiutano molto dal punto di vista dei ricavi – commenta la commessa di un negozio di abbigliamento appena fuori dal centro – ma almeno abbiamo visto un giro maggiore rispetto allo scorso anno». Così, se i dati nazionali parlano di un meno 8 per cento, l’ Umbria si ferma al meno 6, tanto lontano dal segno negativo davanti al 20 certificato dal Codacons. Ma questa è la media: abbassata certamente dai negozi di periferia, ma che vede l’ impennata proprio nei centri storici. «Di Perugia, ma anche di Foligno e Spoleto – commenta Carlo Petrini, presidente di Federmoda Confcommercio della provincia di Perugia – dove addirittura c’ è chi ha lavorato meglio dell’ anno scorso. Possiamo dire che il 2012 è stato l’ annus horribilis, con cali del 20 per cento. E il 2012 è passato. Siamo più ottimisti e i dati in nostro possesso ci tranquillizzano e ci danno più fiducia. Non sono stati negativi come si poteva credere, infatti, e anche se la provincia è fatta di realtà diverse e ci sono territori che hanno sofferto di più, ci sono anche attività che hanno incrementato le vendite». LE OASI FELICI «Piccole oasi, sia chiaro – spiega Petrini – ma che danno un segnale. Non ridiamo, ovvio, ma sono piccoli passi, ora possiamo dire che si intravede la luce in fondo al tunnel». Il segreto delle oasi felici, oltre magari al turismo, per il presidente provinciale di Federmoda «è la scelta di vendere prodotti di qualità. Con la crisi i consumatori si fanno più attenti e quindi spendono per prodotti migliori e che hanno una migliore resa. Per questo magari vanno bene anche i piccoli commercianti che si sono fatti un nome, che hanno una clientela affezionata, con un background noto e che vedono premiata la loro correttezza e le loro scelte. Non vanno bene solo i centri commerciali, che anzi ora vedono chiudere chi vende male». Segnali di ottimismo, quindi, con l’ invito a «scegliere i negozi giusti» e la tirata d’ orecchie alle associazioni dei consumatori «che dovrebbero dare segni di fiducia». Perché, come nelle manifestazioni pubbliche, i dati delle associazioni di categoria sono sempre molto lontane da quelle dei consumatori. E anche in questo caso se Federconsumatori e Adusbef (a livello nazionale) parlano di cali del 9 con flessioni fino al 17 per cento, il Codacons per ora chiude la partita con un meno 20 nelle principali città, con ribassi fino al 25 per cento. Egle Priolo © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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