11 Agosto 2020

Saldi in chiaro scuro, quel «meno venti» che fa sperare

Le vie dello shopping si aggrappano a un 20 per cento di speranza. Anche se negativo. L’ inizio dei saldi più complicati che la Lombardia ricordi è stato meno traumatico del previsto. Venti per cento è quanto i commercianti hanno incassato in meno nella prima settimana di agosto rispetto all’ anno scorso. «Mi aspettavo peggio», riconosce Gabriel Meghnagi, consigliere di Confcommercio, presidente di Ascobaires e referente per le vie milanesi del Commercio. I saldi estivi 2020 in trincea per ora stanno «tenendo»: dopo i mesi di lockdown e il pasticcio sulle date di avvio (prima l’ 1 agosto come richiesto da Federmoda e poi la concessione della regione di anticipare di una settimana), con una città «desertificata dall’ assenza del turismo tradizionale», sostiene Meghnagi, le prime due settimane «lasciano ben sperare anche per il resto del mese». La città è svuotata dai turisti stranieri – quelli con portafoglio pieno e acquisto facile – ma a ben vedere qualche movimento in giro per la città si sta avvertendo. E non è un male considerando che Milano anche nell’ epoca post Covid si è confermata come «città più cara d’ Italia» in un’ indagine Codacons che evidenzia una spesa media di 853,43 su un intero paniere di 31 fra beni e servizi. Il referente di Confcommercio si sta dividendo fra qualche giorno di vacanza e incursioni giornaliere a Milano per tastare il polso agli esercenti: il quadro che emerge dalle prime due settimane è negativo, non drammatico: »Le premesse – ricorda – erano ben altre con il meno 70 per cento di luglio; motivo che ci ha costretto a spingere per anticipare di una settimana i saldi. E i fatti ci stanno dando ragione». Tra le vie dello shopping «Baires» guida le trecento insegne «resilienti»: vetrine aperte, buona percentuale di ingressi e uno scontrino medio fra i 60 e i 70 euro. Seguono via Torino, via Belfiore, via Montenero, via Marghera («ma anche le periferie stanno beneficiando più degli anni passati»). L’ acquirente è di quartiere «mentre i pochi stranieri che timidamente si stanno avvicinando alla città spendono poco e per le visite ai monumenti, non per lo shopping». L’ effetto Covid fa scomparire quasi del tutto l’ uomo in questa versione dei saldi estivi («nell’ abbigliamento vale massimo il 15 per cento») a favore di donna e bambino. In tutta la regione si respira aria buona: AvantGrade, agenzia di digital marketing, mette la Lombardia nella «top five» nelle ricerche di saldi su Google. Ma il polso ce l’ hanno come sempre i negozi: «Il migliore è stato il periodo della riapertura post lockdown – dice Meghnagi -: c’ era la gente in coda, sembrava Natale».
francesco gastaldi

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