Saldi in anticipo, è già successo
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fonte:
- TG COM
Funziona la ricetta per lo shopping
Già partiti a Napoli, saldi al via anche a Torino e Venezia a cominciare da lunedì 3 gennaio. In molte città insomma si preferisce partire in anticipo per rilanciare gli acquisti dopo le vacche magre del periodo natalizio. E nella città capofila, il capoluogo campano, il primo giorno di vendite a prezzi promozionali è stato un successo.
La gente ha mostrato di apprezzare la scelta di anticipare le svendite riversandosi in strada e nei negozi, complici il clima mite e le feste ancora in corso. A ridosso dei giorni di Natale e a un passo dall`Epifania, la scelta di anticipare i saldi sembra riscuotere il favore dei consumatori, ma anche qualche contestazione fra i commercianti.
Una spinta indispensabile ai consumi, secondo Ascom e Confesercenti, che avrebbe avuto un riflesso negativo però, secondo alcuni titolari di attività commerciali partenopei, proprio sulle spese natalizie.
“I saldi sono sempre un`occasione di mercato, e oggi il consumatore è alla ricerca di sconti“ ha spiegato il presidente regionale dell`Ascom Campania, Guido Arzano. “La scelta che abbiamo fatto quest`anno è stata il frutto di un confronto fra le varie associazioni di categoria, di esercenti e consumatori, che in qualche caso chiedevano addirittura che i saldi fossero anticipati a dicembre. Solo alla fine potremo dire però se sia stata la mossa giusta“.
Rispondendo a quanti hanno contestato l`idea di dare il via agli sconti prima dell`Epifania, cosa che avrebbe ridotto la propensione alla “generosità“ nei regali di Natale, Arzano ha aggiunto: “Questo dicembre chiude con un segno negativo un anno certamente non positivo per i consumi, che vanno rimessi in moto. Inoltre a Natale il clima non ci ha aiutato, ora è il momento di recuperare“.
Dello stesso avviso il presidente regionale della Confesercenti, Enrico Bottiglieri: “Le strade sono piene di gente, la risposta mi sembra positiva. In condizioni normali anticipare i saldi e farli coincidere con il periodo dei regali avrebbe avuto delle conseguenze complessivamente negative. Oggi, invece, una strategia del genere aiuta a dare una spinta“.
Un giro per i negozi del centro di Napoli, dove si parte con sconti contenuti del 20-30% (anche se non manca chi arriva al 50%), dà l`idea di una città provata dalle feste, trascorse tra l`altro sotto la pioggia: a conti non ancora fatti, i commercianti denunciano un calo del 10-15, in qualche caso del 20%, delle vendite, rispetto agli anni scorsi.
“C`è un certo movimento in giro“ rispondono da Campanile, negozio di calzature in via Toledo. “Abbiamo avuto un calo del 10-12% quest`anno a Natale; la giornata è andata bene. La scelta dei saldi anticipati però non è opportuna: la gente ha rimandato i regali di Natale all`Epifania e questo ci ha penalizzato“.
“Questa è certamente una strategia positiva per contrastare le vendite promozionali e la concorrenza sleale“ dicono da Max Mara in Piazza Trieste e Trento. “La mattinata è andata bene, abbiamo avuto sempre la fila in tutti i negozi della nostra azienda a Napoli. Noi però non abbiamo mai risentito della crisi, perchè il nostro target non bada molto a spese“.
La giornata è stata positiva e intensa anche per Barbaro, abbigliamento (uomo-donna-bambino) nella galleria Umberto I, dove spiegano però che la crisi dei consumi si è sentita, anche nelle scelte dei clienti: “A Natale abbiamo avuto un calo del 20%; gli articoli più richiesti sono stati quelli da spalla, le giacche, i cappotti, più costosi e più necessari. Bisognerà aspettare qualche giorno per capire come vanno le cose con gli sconti nella crisi del mercato“.
Qualcuno però è deluso del flusso della mattinata: è la sensazione che hanno avuto da Elka (abbigliamento donna) in via Scarlatti, nel quartiere del Vomero: “C`è meno gente degli altri anni per essere un primo giorno dei saldi, li hanno anticipato troppo questa volta“.
IL VADEMECUM DELLA STAGIONE DEI SALDI
Ed ecco le dieci regole per fare buoni affari nella stagione dei saldi. Per evitare “possibili trabocchetti“ l`Intesa dei Consumatori mette in guardia gli amanti dello shopping.
Conservare sempre lo scontrino e servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia sono i primi consigli che Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc rivolgono agli utenti. Ma c`è anche dell`altro: prima di acquistare è meglio farsi un giro per diversi negozi così da poter realmente verificare i prezzi. E se “pensate di aver preso una fregatura“ suggerisce l`Intesa dei Consumatori “rivolgetevi all`Ufficio Comunale per il commercio o ai vigili urbani.
Ma anche per i commercianti i saldi quest`anno sono “un`occasione da non perdere: un fallimento, anche in questa circostanza, avrebbe ripercussioni molto negative sui consumi peraltro già in caduta libera. Per questo si spera“ dicono all`Intesa dei Consumatori “che i prezzi vengano abbassati significativamente e che i consumatori possano trovare nei negozi occasioni vere, con un buon rapporto qualità-prezzo e inoltre correttezza e buona fede“. Ecco di seguito il vademecum per la caccia all`affare.
CONSERVARE SEMPRE LO SCONTRINO
Non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l`articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ma la grande novità è che non c`è più bisogno di denunciare “i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta“. Un decreto legislativo del 2002 stabilisce, infatti, che il consumatore deve denunciare “al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto“.
LE VENDITE DEVONO ESSERE REALMENTE DI FINE STAGIONE
La merce in vendita in saldo deve essere l`avanzo della stagione che sta finendo e non un fondo di magazzino. Le vendite di fine stagione, secondo quanto previsto dalla legge, riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo. Gli articoli vecchi non stanno rischiando un forte deprezzamento, perchè sono ormai andati fuori moda e dunque sono già deprezzati. “Diffidate degli sconti superiori al 50%“ consiglia l`Intesa dei Consumatori “spesso nascondono merce non proprio nuova“.
ACQUISTARE NEI NEGOZI DI FIDUCIA
“Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità“ spiega l`Intesa “in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell`acquisto“.
DIFFIDARE DI VETRINE CHE NON ESPONGONO LA MERCEbr>
E` bene non fidarsi delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e dei marchi molto simili a quelli noti. Verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà presentato in negozio. La merce “vecchia“ offerta in saldo deve essere separata dalla nuova.
PUBBLICITA`
“Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile“, aggiungono i consumatori, “i messaggi pubblicitari devono essere presentati in modo nn ingannevole per il consumatore“.
PROVA DEI CAPI
In questo caso l`obbligo non c`è. La possibilità dipende dalla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati. Controllare attentamente l`etichetta e la taglia.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
“Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi“ sottolinea l`Intesa dei Consumatori. “Meglio se avete tenuto d`occhio un capo e/o una merce annotando il vecchio prezzo“.
NEGOZI
Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pie
no. La merce vecchia offerta in saldo deve comunque essere separata dalla nuova.
PAGAMENTI
Nei negozi che espongono in vetrina l`adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi.
FREGATURE
“Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi a una delle associazioni dell`Intesa, all`Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili urbani“.
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