Saldi, il centro si popola per gli acquisti
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di STEFANO STRANO SONO iniziati, ieri, i saldi estivi tra vetrine con sconti dalle percentuali ammiccanti e tante persone con buste da shopping alla mano, a spasso per negozi nelle principali vie del centro dorico. La stagione degli sconti durerà fino al primo settembre, ma un corso Garibaldi così gremito (ad acquistare c’ erano anche molti croceristi), rispetto a quel vuoto desolante che lo caratterizza nei giorni più tristemente consueti per il commercio anconetano, non lo si vedeva almeno da quest’ inverno, ovvero dall’ ultima stagione dei saldi, gli unici capaci ancora di far aprire con una certa disinvoltura il portafogli anche in tempi di crisi persistente. Come da tradizione, il genere femminile è sempre quello più appassionato ed esperto, ma con meno frenesia da acquisti compulsivi: «Ho comprato soltanto intimo, capi che sono necessari e costano meno – afferma Jennifer Politi, precaria -. In tutto il periodo di questi saldi penso che spenderò sui 200 euro. La convenienza c’ è sempre, comunque, in pochi casi, si notano anche sconti mascherati o merce che non mi sembra di questa stagione». Un’ altra ragazza non ci pensa due volte per scegliere: «Sono istintiva, non giro tanto per confrontare i prezzi tra vari negozi – commenta Arianna Pulci, barista – e quando arrivano i saldi acquisto quello che normalmente costa troppo, scarpe, borse o vestiti, anche se ho intenzione di spendere al massimo 100-150 euro». PER I negozianti, questi saldi possono rappresentare più una boccata d’ ossigeno che un periodo di aumento degli incassi: «Il commercio del capoluogo – dice Andrea Riccardi, segretario della Cna di Ancona e responsabile provinciale Cna Commercio e Turismo – è stato colpito negli ultimi anni da un calo dei consumi e da un aumento della tassazione. La percezione dei commercianti è quella di un’ estate ancora difficile. Il settore dell’ abbigliamento, accessori e pelletteria auspica un aumento delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2013, anche se qualcuno è titubante». Infine, l’ associazione dei consumatori Codacons, come in ogni stagione di sconti, ribadisce il suo vademecum di consigli fondamentali per evitare brutte sorprese: conservare sempre lo scontrino, perché non é vero che i capi in svendita non si possono cambiare e ci sono due mesi di tempo per denunciare il difetto o per il cambio; la merce in saldo deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino; confrontare i prezzi tra negozi con la stessa merce; diffidare dagli sconti superiori al 50% che spesso nascondono merce vecchia o prezzi falsi; non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino (apposto in modo chiaro e ben leggibile) che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e la percentuale dello sconto; controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno (gli articoli in saldo devono essere separati in modo chiaro dai ?nuovi’); fare attenzione ai capi che possono essere solo guardati e non provati; esigere la possibilità di pagare con carta di credito o bancomat nei negozi che espongono in vetrina gli appositi adesivi; in caso di truffa, contattare i vigili urbani o lo stesso Codacons.
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