14 Gennaio 2005

Saldi fasulli, la parola alla Procura

Saldi fasulli, la parola alla Procura


«Si indaghi per stabilire se sono stati commessi eventuali illeciti di natura penale»




Prezzi dei saldi «manipolati»? Il caso finisce in Procura. Le associazioni dei consumatori (Codacons, Federconsumatori e Movimento di difesa del cittadino) – come avevano annunciato nei giorni scorsi – si sono rivolte ieri mattina agli organi giudiziari, con richiesta di indagare, per stabilire se si possano ravvisare eventuali illeciti penali nel comportamento tenuto da alcuni commercianti con riferimento alla vendita dei saldi di fine stagione. Il ricorso alla Procura è partito a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta delle foto comparative di alcune vetrine, che hanno dimostrato la evidente differenza del «prezzo storico», sul quale alcuni negozianti hanno applicato gli sconti disciplinati dal decreto legislativo n.114 del 1998 (decreto Bersani) e dalla legge regionale n. 11 del 2003. «Tali circostanze – sostengono le associazioni dei consumatori – ledono gravemente la fiducia dei cittadini nei commercianti, gettano un`ombra sulla correttezza dei rapporti commerciali in città e rappresentano, senza alcun dubbio, una palese violazione delle norme vigenti». Secondo gli avvocati dei consumatori tali comportamenti, originati da scarsa trasparenza commerciale, se non «addirittura da vero e proprio artifizio tendente al raggiro del consumatore, determinano in quest`ultimo un notevole danno economico, poichè lo inducono alla conclusione di un contratto di acquisto nel periodo dei saldi, con la convinzione di risparmiare sul prezzo di partenza, prezzo che dalle foto risulterebbe gonfiato». In realtà, sostengono i firmatari dell`esposto (Piero Mongelli, Nicola Saracino, Luigi Mariano), «l`acquirente acquista un bene allo stesso prezzo a cui era venduto nel periodo di vendita “normale“, prima del 7 gennaio, data di inizio dei saldi». Così, in qualità di membri del Consiglio nazionale dei consumatori e utenti, le tre associazioni hanno chiesto l`intervento della Procura al fine di “punire“ eventuali illeciti penali che dovessero emergere e di perseguire coloro che saranno ritenuti penalmente responsabili. Come è noto, all`indomani dell`avvio dei saldi, la Gazzetta ha pubblicato alcune foto che hanno suscitato l`indignazione di molti cittadini e soprattutto degli stessi rappresentanti di categoria, che avevano condannato senza mezzi termini le manovre di alcuni commercianti. Nella circostanza Antonio Schipa, direttore della Confesercenti, aveva espresso la sua amarezza per aver visto vanificato tutto il lavoro di formazione e di promozione svolto dall`associazione, volto a stabilire regole chiare e certe, per cogliere, aveva detto, l`unica occasione per rinsaldare un rapporto di fiducia e per incassare quella parte di vendite che era mancata nel periodo di Natale. «Questi episodi rischiano di vanificare il lavoro di promozione con luminarie fatto anche in provincia, come a Galatina, Campi, Casarano e Maglie – aveva dichiarato Schipa – Ci hanno telefonato altri commercianti mortificati per l`accaduto. Siamo però fiduciosi che questi comportamenti saranno confinati nell`ambito del comportamento del singolo commerciante». E sempre sui saldi «fasulli» era intervenuto anche il presidente della Confcommercio, Alfredo Prete, che aveva stigmatizzato l`atto riprovevole, aggiungendo però che l`ultimo Natale, per i commercianti, era stato disastroso. Nei giorni successivi alla pubblicazione dell`inchiesta, da tutta la provincia sono giunte in redazione «segnalazioni» di numerosi casi di prezzi «gonfiati» ad arte. Cesare Mazzotta




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