Saldi estivi, vendite in forte calo
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
I saldi estivi, nonostante le previsioni e l’ andamento iniziale che aveva fatto ben sperare, hanno fatto registrare un “segno meno” a due cifre, non riuscendo a risollevare, dunque, la situazione del comparto commercio: ad evidenziarlo, i dati del Codacons, riguardanti la Calabria, ma a ribadirlo sono anche quelli stimati dalla Confesercenti, che addirittura raddoppiano, per il territorio reggino, la percentuale fornita dall’ associazione consumatori. I saldi, come è noto, sono iniziati lo scorso 5 luglio e si sono conclusi il 31 agosto: secondo il Codacons, “gli sconti di fine stagione si chiudono in regione con un andamento negativo e una riduzione media delle vendite attorno al -10% rispetto al 2013”. “Meno di una famiglia su due (il 45% circa) – evidenzia ancora l’ associazione dei consumatori – ha approfittato dei saldi per fare qualche acquisto, scegliendo principalmente outlet e centri commerciali, mentre i negozi situati nelle periferie sono quelli che più di tutti hanno risentito del calo degli acquisti”. Per quanto riguarda i singoli comparti, secondo quanto riferisce Carlo Rienzi, presidente del Codacons, “il settore dell’ abbigliamento soffre in modo particolare i tagli di spesa operati dalle famiglie, che dirottano gli acquisti solo su beni indispensabili e attendono periodi migliori per le altre spese”. A parere dello stesso presidente, “il bonus da 80 euro in busta paga introdotto dal Governo Renzi non ha fatto il miracolo e non ha spinto in alto le vendite in regime di saldi”. Dunque, secondo Rienzi, il premier “adesso deve fare qualcosa per salvare il settore del commercio. La prima mossa è senza dubbio liberalizzare i saldi, così come avviene nel resto del mondo, in modo da creare molteplici occasioni d’ acquisto per i consumatori spalmate su tutto l’ anno, e consentire ai negozianti di scegliere quando e come scontare la propria mer ce per attrarre clientela”. Su questo punto, gli fanno eco, a livello nazionale, Feder consumatori e Adusbef, che chiedono appunto “una piena liberalizzazione delle vendite promozionali” e confermano una contrazione dei consumi, pari al 4%, sempre su scala nazionale. Per Confesercenti, come si diceva, il dato è ancora più pesante. Secondo Antonino Marcianò, presidente regionale dell’ associazione, infatti, il risultato è “drammatico” ed il dato del – 10% “è riduttivo: siamo intorno al -20% nella provincia di Reggio”. E oltre alla crisi, “influisce anche il fatto che c’ è chi ha attuato delle prevendite”. Ma, comunque, un altro aspetto rilevato da Marcianò è che anche “l’ allungamento del periodo dei saldi non serve”. Certo, aggiunge, “la crisi si fa sentire in maniera diversa a seconda delle tipologie di commercio e delle fasce. Ma, complessivamente, è una crisi che ha coinvolto tutti: non solo l’ abbigliamento, ma – prosegue ancora Marcianò – anche, seppure ancora non abbiamo il dato definitivo, quello tecnologico”. Ovvero uno di quei comparti che maggiormente, fino ad oggi, aveva trainato il settore. Marcianò evidenzia poi, in particolare, un dato che è sintomatico di questa crisi complessiva, ovvero il fatto che si registra un calo di vendite pure nei “mercati “drammatico” ed il dato del – 10% “è riduttivo: siamo intorno al -20% nella provincia di su aree pubbliche”. Insomma, una contrazione dei consumi a tutto tondo. “Le famiglie non superano la crisi, soprattutto in Calabria”, spiega. Il presidente di Confesercenti ha, però, una visione differente sull’ effetto degli 80 euro: “senza gli 80 euro – afferma – la situazione sarebbe stata più drammatica. La crisi in Calabria non è da 80 euro, è più grande, ma questo provvedimento ha in parte tamponato il problema. Un aspetto che sta influendo molto è quello della tassazione, con l’ aumento dei tributi locali: e su questo punto dovrebbe intervenire l’ Anci”.
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