11 Luglio 2021

Saldi estivi, la partenza è un flop: -18% rispetto a un anno fa

I saldi sono partiti a rilento, con meno clienti in giro per negozi e ancora meno ricerche online alla ricerca dell’offerta giusta prima di fare il “blitz” in negozio. Uno dei pochi a crescere è l’abbigliamento. A dirlo è un’indagine di Tiendeo, un’azienda che si occupa di cataloghi e volantini digitali e, in generale, specializzata nei servizi “drive to store” cioè per portare i clienti dalla tastiera al negozio.

I numeri, insomma, provengono dagli stessi addetti ai lavori e, per questo, risultano ancora più interessanti. Tiendeo ha rilevato, con uno strumento chiamato GeoTracking, che l’affluenza dei clienti nei punti vendita risulta il -18% rispetto all’anno scorso. E parliamo del primo fine settimana di saldi, cioè i giorni in cui la corsa all’acquisto dovrebbe essere più febbrile, per accaparrarsi i prodotti più convenienti prima che finiscano.

Meno transazioni in negozio ma anche meno ricerche online, propedeutiche all’acquisto. Tiendeo infatti registra un -27% (sempre rispetto al 2020) nel volume delle ricerche di offerte e saldi sul proprio portale, che pubblica decine di volantini con le offerte a tempo applicate nei punti vendita fisici di quasi tutti i settori merceologici.

Il calo, comunque, non interessa tutti i settori. Almeno per quanto riguarda le ricerche online Tiendeo rileva un aumento d’interesse del +35% per il settore dell’abbigliamento e del +25% per il settore casa. Un dato, soprattutto relativo all’abbigliamento, che fa ben sperare visto che vestiti e accessori sono i prodotti trainanti durante le campagne dei saldi. “Quest’anno sembra che, malgrado l’arrivo anticipato dei saldi, per gli italiani non sia ancora giunto il momento di spendere, e che gli acquisti non imprescindibili possano essere rimandati a data da destinarsi, magari in prossimità delle vacanze o al rientro in città” spiega Tiendeo.

C’è, però, una differenza importante rispetto ai saldi 2020: l’anno scorso, a causa del lockdown che costrinse alla chiusura molti esercizi commerciali, i saldi furono spostati al primo agosto. Furono dunque delle vere e proprie svendite di fine stagione, in linea con il senso originario dell’iniziativa: svuotare i magazzini della merce invenduta. Ma il 2021, pur con restrizioni meno pesanti, è stato comunque un anno pandemico. E per questo molti esercenti, con magazzini pieni di merce, avevano chiesto di posticipare i saldi anche stavolta. La richiesta non è stata soddisfatta e i dati di questi giorni sembrano dar ragione ai timori di alcuni di questi esercenti.

La partenza flop conferma anche le previsioni negative di diverse associazioni di consumatori. Tra queste il Codacons che nei giorni scorsi aveva bollato come troppo ottimistiche le stime di Fismo Moda (l’associazione delle imprese del commercio moda) replicando che “seppur positive, le vendite rimarranno al di sotto dei valori pre-Covid”. Secondo il Codacons le cause sono principali sono la concorrenza dell’e-commerce (in questo senso il Prime Day di Amazon dello scorso 21 giugno non ha certo aiutato), la diminuzione dei turisti stranieri e le incertezze economiche delle famiglie generate dalla crisi sanitaria. Elementi che, alla luce dei dati di Tiendeo, sembrano aver pesato sulle scelte dei consumatori. Almeno fino a questo momento.

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