Saldi di stagione, l?avvio è prudente
I negozi sparano sconti fino al 50%, ma i consumatori restano comunque freddi Tirano solo i beni a basso prezzo. Molte le vendite straordinarie per cessata attività
Si saldi chi può. Partono oggi le grandi vendite invernali a prezzo ribassato. Ma è da due giorni, in realtà, che a Verona sono iniziati i saldi: molti infatti i negozi che hanno «bruciato» la data ufficiale d?inizio, per accaparrarsi i consumatori e recuperare parte dei mediocri andamenti del 2002.
Questi avvi anticipati hanno fatto inferocire i commercianti della vicina Mantova, nella quale i saldi partono ufficialmente l?11 gennaio.
L?uscita precoce dei prezzi, recanti sconti mirabolanti è il sintomo delle difficoltà di un settore, il commercio, che stretto tra aumenti dei prezzi, crisi delle borse e paniere alimentare «impazzito», non sa più a che santo voltarsi.
Tanto che anche in via Mazzini molte vendite straordinarie, sono effettuate per cessata attività o per ristrutturazione. Questo strano «preinizio» – nei giorni di domenica e lunedì – offre già degli elementi di valutazione, che potranno essere arricchiti nei prossimi giorni. Il primo dato, che si registra nei negozi e negli atteggiamenti delle persone, è l?estrema prudenza.
Si guarda, si riguarda, si tasta, si prova, ma prima di effettuare l?acquisto ci si pensa bene. Nei negozi che espongono merce di qualità la gente entra copiosa, ma poi chi acquista è solo una piccola parte. Anche perché i prezzi dei prodotti di fascia alta o griffati restano elevati. Basta un giro per accorgersene. Un paio di Church?s, le classiche scarpe inglesi, dopo lo sconto del 10% costa ancora 368 euro, oltre settecentomila lire. Mentre un abito del Duca d?Aosta, nonostante lo sconto del 35% costa pur sempre 474 euro. Cifre che ben pochi possono permettersi.
Ecco quindi il primo effetto dei saldi invernali 2003: a tirare saranno solo i prodotti superscontati (al 40-50%) o i beni di fascia bassa. Il classico «sfizietto» per darsi l?illusione dello shopping, senza però aver mandato in crisi le casse personali.
Ieri pomeriggio, non a caso, era pieno il negozio Motivi di via Mazzini, che si rivolge alla fascia giovane e con limitate possibilità di spesa. Gli sconti sui prodotti, di per sé già accessibili, vanno dal 20 al 40%.
Bene anche un altro negozio di abbigliamento giovane, Kookai: «L?anno appena finito non è stato entusiasmante, speriamo perciò che i saldi portino una ripresa. Con sconti del 30-40% certi capispalla, come i cappotti, possono essere un buon affare».
Cassa piena di gente anche da Witboy, che esibisce in vetrina giacconi in saldo da 59.90 euro. Alla domanda «Come vanno le cose?», l?indaffarato titolare, contraddicendo l?evidenza, risponde: «I saldi cominciano domani». Anche qui, regna la voglia di farsi un regalo spendendo poco.
Avventori prudenti, domenica, anche da Lancini, che esibisce sconti consistenti: una giacca da donna passa da 645 a 323 euro, con una riduzione di prezzo del 50%. Lo stesso avviene per i pantaloni, alcuni dei quali scendono da 176 a 88 euro. Un segno della crisi che impera anche nel segmento del lusso?
Sempre in via Mazzini, sconti del 50% anche al negozio Area 51, ricco di griffe americane: ma qui il cartello annuncia la cessata attività. Sconti fino al 50% anche da Bruschi, ma questa volta per ristrutturazione dei locali.
Sono segnali di un clima non particolarmente ottimista, che fa da pendant al calo del 20% registrato dalle vendite nel 2002. Appare così un miraggio realizzare quello che per i commercianti è un target classico: raggiungere il 25% del fatturato globale grazie i saldi (sia estivi che invernali).
Quest?anno si ha la sensazione che già contenere le perdite entro limiti accettabili sarà un buon risultato. A verona i saldi dureranno sino al 28 febbraio. Alcune settimane di prezzi ribassati, dunque, nelle quali i consumatori sperano di mettere a segno qualche buon affare, mentre i commercianti (in maggioranza negozi di abbigliamento) confidano in questo periodo dell`anno per ridare ossigeno ai consumi. «Per tutto l`anno», ha sottolineato Renato Borghi, presidente di Federmoditalia, l`organizzazione aderente a Confcommercio che associa 33mila negozi al dettaglio, «abbiamo registrato un andamento negativo, con il disastro dei saldi estivi, i peggiori degli ultimi dieci anni. Il periodo natalizio ha consentito di mantenere probabilmente le posizioni dell`anno scorso, con ricavi in pari. Le opportunità per avere dei saldi invernali positivi ci sono, ma d`altra parte per sperare di raggiungere il 25% del fatturato con i saldi (sia estivi che invernali) ci vuole molto ottimismo».
«La crisi del settore», aggiunge Fabio D`Onofrio, segretario della Fismo-Confesercenti, «è fortissima, con un calo del 20% delle vendite nel 2002. Quello dei saldi è dunque un momento importante, anche se il sistema delle promozioni continue e delle vendite promozionali a oltranza crea confusione nel consumatore».
Consumatori che, in ogni caso, possono contare sui numerosi decaloghi messi a punto dalle associazioni che li tutelano, per evitare qualche fregatura. L`Aduc, per esempio, propone una serie di consigli durante l`acquisto: raffrontare il prezzo attuale rispetto a quello esposto nei giorni immediatamente precedenti ai saldi; fare attenzione a sconti e qualità dei prodotti (ok a bancomat e carte di credito); diffidare del cartello «la merce venduta non si cambia».
Le regole per fare buoni affari arrivano anche dal Codacons, che in aiuto ai consumatori lancia un telefono attivo per consulenze legali e consigli per chi si ritiene «gabbato» (06.3725809).
Un decalogo, questa volta per i commercianti, è stato messo a punto anche dalla Confcommercio, che ricorda ai suoi associati i doveri (su pagamenti e doppio prezzo), ma anche come non sia obbligatorio cambiare la merce a meno che non sia «affetta da gravi vizi occulti», far provare i capi e proporre solo prodotti della stagione in corso.
Altre inziative sono in pista per venire in aiuto a chi compra: Telefono Blu ed Sos Consumatori hanno attivato un apposito centralino per segnalare gli eventuali casi di irregolarità (1780.690.690) e una posta elettronica ([email protected]) per comunicare finti saldi e «bidoni».
Lo scorso anno le chiamate al centralino dal Triveneto state oltre 200. Le denunce più frequenti riguardavano l?esposizione della merce, che non riportava correttamente il prezzo; la mancata accettazione di carte di credito e bancomat; il mancato cambio di merce; la vendita di merce non di stagione.
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