21 Luglio 2015

Saldi, crollano Flaminio e Trionfale si salvano Centro e acquisti on-line

Saldi, crollano Flaminio e Trionfale si salvano Centro e acquisti on-line

LE CIFRE C’ è un’ altra inappetenza, oltre quella alimentare, che si propaga per le strade di Roma. Sotto il sole rovente degli ultimi giorni non si fa fatica soltanto a sedersi a tavola: anche i più famelici fashion-addicted si tengono lontani dai negozi e dalle promozioni. L’ afa e le temperature eccezionali frenano l’ ascesa dei saldi estivi 2015. E così, benché muniti di aria condizionata, i negozi della Capitale restano vuoti. Lontana dall’ essere confermata, secondo le associazioni di categoria, la previsione iniziale che parlava di un +4,9% sulle svendite di stagione rispetto a quelle del 2014. È questo il bilancio che la Federmoda Roma elabora a due settimane dalla partenza ufficiale dei saldi estivi. «Al momento registriamo un -0,7%, in linea – spiega Massimiliano De Toma – con l’ andamento nazionale». «Solo in Centro gli affari vanno meglio e segnano un +2%, grazie anche ai turisti». Per questo, la Federmoda torna a chiedere la chiusura posticipata dei negozi alle 22, «almeno per le ultime settimane di promozioni – conclude De Toma – compatibilmente con le disponibilità di aziende, negozi e dipendenti». Decisamente più critiche, invece, le prime elaborazioni della Confesercenti che, suddividendo la città in tre aree, parla di un -15/20% sugli acquisti in queste prime due settimane di saldi estivi. E così, la prima zona della Capitale che comprende Nuovo Salario, Trionfale, Flaminio ha segnato, stando ai dati dell’ associazione, una perdita che supera il 20%. Meglio l’ andamento nel Centro, per quanto la percentuale sia deludente. Tra via dei Giubbonari, via Nazionale e ancora la zona compresa tra via Cola di Rienzo e via Ottaviano, le vendite hanno subito un -10%. Analogo scenario anche in quartieri più periferici come viale Manzoni ma anche San Giovanni e via Appia dove gli affari segnano un -15%. «Resistono solo poche aree a macchia di leopardo – puntualizza Valter Giammaria, a capo della Confesercenti – che però non bastano a risollevare le vendite». I CENTRI COMMERCIALI Scenario opposto, invece, nei centri commerciali e nei grandi outlet. A Porta di Roma, ad esempio, l’ incremento sulle vendite è del +15% in soli 14 giorni rispetto all’ apertura dei saldi estivi del 2014 e un aumento delle presenze (+11%). Volano anche l’ e-commerce e gli acquisti on-line (+10%) tra i siti dei grandi brand o in quelli specializzati nella vendita di abbigliamento, soprattutto femminile. Per quanto riguarda, infine, i settori, gli acquisti si concentrano sui must di stagione. Largo all’ intimo con i costumi da bagno che segnano un +5%, l’ abbigliamento femminile guadagna un +7%, mentre le calzature sono ferme al +2%. «I clienti mirano ad acquistare indumenti utili e necessari – commenta la responsabile della Cna commercio, Giovanna Marchese Bellaroto – c’ è ad esempio una significativa diminuzione sulle vendite di accessori». Lo scontrino medio – conferma anche il Codacons -, non supera gli 85 euro pro capite. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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