3 Gennaio 2014

Saldi con supersconti per contrastare “Tiare”

Saldi con supersconti per contrastare “Tiare”

di Francesco Fain «Speriamo bene». Gianluca Madriz, presidente provinciale della Confcommercio, lo ripete quasi fosse un mantra. L’ attesa, infatti, è grande per i saldi invernali che partiranno, come nel resto della regione, domani. «Veniamo da un periodo natalizio che ha funzionato a macchia di leopardo: in certi settori, le vendite sono cresciute rispetto all’ anno passato, in molti altri gli affari sono diminuiti anche in maniera piuttosto drastica. Confidiamo molto nei saldi – argomenta Madriz -, anche se non sono la soluzione alla vendite che ristagnano, bensì la conseguenza. La speranza è di riuscire a svuotare i magazzini: ne abbiamo bisogno e l’ augurio è che il 2014 possa iniziare con il piede giusto». Perfettamente concorde il presidente mandamentale di Confcommercio, Benedetto Kosic. Che porta però in campo una variabile che lui stesso definisce “impazzita”. «Molto dipenderà dall’ aggressività della grande distribuzione. Questi saranno i primi saldi con il parco commerciale Tiare shopping aperto: è chiaro che conseguenze ci saranno». Ma Kosic resta, comunque, ottimista. «Anche se – puntualizza – i saldi funzioneranno la prima settimana, i primi dieci giorni al massimo. Poi, come ogni anno, tutto è destinato a sbiadirsi. Credo che le percentuali di sconto saranno superiori rispetto agli anni passati». E la “controparte”, ovvero le associazioni dei consumatori, che dice? Secondo l’ Adoc il budget previsto dalle famiglie per la spesa a saldo ammonta in media sui 130 euro, il 15% in meno del 2013 a livello italiano, il 20% a Gorizia e nell’ Isontino. «La gente ha sempre meno soldi in tasca e non ci si può aspettare che le vendite aumentino proprio in questi frangenti – sottolinea il presidente provinciale Ugo Previti -. Le avvertenze sono le solite riguardo agli acquisti, alle quali ne aggiungo un’ altra: se acquistate giocattoli in saldo, attenti che sia il marchio della Comunità europea, simbolo di qualità e di controllo». L’ Adoc ritiene infatti che i commercianti debbano puntare sulla qualità dei prodotti e sulla bontà, correttezza e veridicità delle offerte. Va recuperato il rapporto fiduciario tra i commercianti e le famiglie, improntato sulla lealtà e non sulla furbizia che, al contrario, va penalizzata quando arreca un danno ai consumatori. La crisi ha reso i consumatori più attenti al momento dell’ acquisto, oggi solo la qualità paga. Su queste osservazioni si innestano quelle del Codacons. Allo stato attuale, spiega l’ associazione, solo il 35% delle famiglie del Friuli Venezia Giulia (e dell’ Isontino) prevede di fare qualche acquisto durante gli sconti. Le vendite sul territorio in regime di saldi segneranno una riduzione media compresa tra il “-10” e il “-15%” rispetto ai precedenti saldi invernali, e la spesa media delle famiglie durante gli sconti non supererà quota 200 euro. «Far partire i saldi subito dopo Natale è una scelta suicida, perché i portafogli dei consumatori sono stati svuotati dalle spese per le festività natalizie e di Capodanno – spiega il presidente nazionale Carlo Rienzi – Tutti gli indicatori economici ci dicono poi che le famiglie hanno drasticamente tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare, e rinunciano del tutto ai beni non indispensabili. I saldi diventano quindi sempre più un lusso per ricchi e non a caso – prosegue Rienzi – gli unici negozi che nonostante la crisi registrano vendite positive sono le boutique d’ alta moda». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this