29 Giugno 2014

Saldi, calo del 5%: 170 euro a famiglia

Saldi, calo del 5%: 170 euro a famiglia

Non c’ è da stare allegri: la crisi erode anche le vendite di fine stagione che, rispetto al 2008, si prevedono più che dimezzate, anche per i saldi estivi in partenza sabato prossimo, 5 luglio. Secondo il Codacons il calo delle vendite rispetto ai precedenti saldi del 2013 si attesterà attorno al -8%, con una spesa procapite che non supererà i 65 euro, e meno di una famiglia su due (il 45% circa) che ne approfitterà per fare qualche acquisto. Questo a livello nazionale. E a Padova? «Pur tra mille difficoltà, ma le famiglie padovane sembra continuino ad apprezzare i saldi», sostiene Nicola Rossi, presidente della Confesercenti provinciale. Secondo l’ osservatorio dell’ associazione dei commercianti, i “saldisti” padovani spenderanno 51 milioni di euro (in leggera diminuzione rispetto al 2013: -3%). E delle quasi 390 mila famiglie padovane quasi l’ 80% effettuerà un acquisto in saldo, per una spesa media di 170 euro a famiglia (-5%). Saranno quasi 1.500 i punti vendita nel settore moda (abbigliamento, calzature, intimo, accessori) che effettueranno le vendite di fine stagione. I saldi 2014, a norma di legge, partiranno sabato 5 luglio per terminare l’ ultimo giorno di agosto. I padovani, nonostante le sollecitazioni rivolte da numerose catene (saldi anticipati con la carta fedeltà), stanno aspettando il via “regolare”. Rispetto all’ estate 2013, la famiglia padovana spenderà un po’ meno (dai 10 ai 20 euro), anche se continua a crescere il numero delle persone che dichiarano di aspettare i saldi per rinnovare il loro guardaroba estivo. «Non è un caso – dichiara Linda Ghiraldo, presidente provinciale del settore Moda della Confesercenti – se negli ultimi giorni molti esercizi del settore segnalano un forte rallentamento delle vendite. Siamo entrati infatti in quel periodo in cui molti clienti osservano i capi e si riservano di rinviare l’ acquisto all’ inizio del saldi. Purtroppo – continua la presidente – dobbiamo anche segnalare come alcune grandi catene del settore abbiano anticipato i saldi con l’ oramai famoso meccanismo degli sconti riservati ai soli iscritti alla fidelity card anche se, dobbiamo ricordarlo, il Tar del Lazio abbia sancito ripetutamente che tale metodo è in violazione alle leggi che vietano le vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’ avvio dei saldi». «Con aprile e maggio – continua Ghiraldo – abbiamo avuto nei negozi della moda qualche segnale positivo, che però si inserisce in un avvio d’ anno tra i peggiori che i negozianti del settore ricordino». Ma come si orienteranno le scelte dei “saldisti”? «Rispetto a qualche anno fa – precisa Ghiraldo, confortata dai dati dell’ Osservatorio di Confesercenti – crescono le preferenze per la biancheria intima e l’ abbigliamento sportivo, ma al primo posto restab l’ abbigliamento donna, seguito dalla camiceria, l’ abbigliamento mare e i capispalla uomo, le calzature, gli accessori e la pelletteria». Molta l’ attenzione alla qualità del prodotto: più del 40% dei saldisti sceglierà in base alla qualità e prioritariamente per quelle linee di produzione che certificano il completo made in Italy. Coloro che acquisteranno esclusivamente capi di firma si limitano al 5%. In aumento anche il numero dei giovani che utilizzano i saldi come metodo normale d’ acquisto (oramai il 35% dei saldisti ha meno di 30 anni). Gli esercizi nei quali si effettueranno gli acquisti sono per primi i negozi tradizionali (30% delle preferenze). In crescita le preferenze per gli outlet, mentre rimangono stabili se non in diminuzione le preferenze per i grandi magazzini.

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