5 Gennaio 2020

Saldi, caccia all’ affare per due italiani su tre Più acquisti su Internet

confcommercio: il 62% farà acquisti e cresce l’ online gli sconti sul cibo negli outlet anche il drone anti-code
La frenesia di Natale è appena alle spalle. E già era stata preceduta dal Black Friday e dal Cyber Monday. Ed ecco i saldi di gennaio, quelli invernali. Ai quali, secondo i dati della Confcommercio, intendono partecipare 2 italiani su 3. La percentuale di chi farà acquisti nel periodo dei ribassi rimane stabile al 61,8%, con la tendenza più alta tra le donne (35-44 anni) e al Sud. Nella caccia all’ affare, soprattutto abbigliamento e calzature, ma anche accessori e biancheria. I ribassi, da ieri in tutta Italia dopo l’ antipasto dei giorni scorsi in Sicilia, Basilicata e Valle d’ Aosta, variano dal 20 al 50%. Code nei negozi, nelle grandi città, e pienone nei centri commerciali, tanto da giustificare l’ impiego di un drone per gestire il fiume di persone e auto, com’ è successo all’ outlet di Serravalle, nell’ Alessandrino, dove fino all’ Epifania «sono attese 60 mila persone al giorno». Ma il Codacons teme che, alla fine, si possa registrare una contrazione del 10% rispetto all’ anno passato. Negozi tradizionali e marchi della grande distribuzione attendono dai saldi la consueta boccata d’ ossigeno per il commercio, ma a crescere – progressivamente – è il mondo degli acquisti sul . I negozi di fiducia si confermano il canale di acquisto preferito per il 56,1%, tuttavia continuano a crescere i numeri di chi compra in Rete, il 21,3% dei consumatori (+2,4% rispetto al 2019), percentuale che sale al 44% per la moda. «Quello del – spiegano da Confcommercio – è un successo legato prevalentemente a motivazioni di convenienza economica». E ai saldi finiscono anche panettoni e cotechini, con ribassi fino al 70%. Il centro studi di Confcommercio fa una previsione di spesa procapite di 140 euro e di 234 euro a famiglia, per un giro d’ affari complessivo che potrebbe superare i 5,1 miliardi (secondo Federmoda, 430 milioni soltanto a Milano). E se è bene cercare l’ affare, è importante non farsi ingannare. I consigli dell’ Unione nazionale dei consumatori sono sempre gli stessi: sì alle vendite di fine stagione, no ai fondi di magazzino. Confrontare il prezzo di partenza, diffidare di sconti esagerati (oltre il 50-60%). E conservare sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in saldo non si possano cambiare. Il negoziante, infine, è obbligato a sostituire ogni articolo difettoso.

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