Saldi, boom o flop? Esperti divisi
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fonte:
- La Stampa
AOSTA Attesi con impazienza da chi cerca il capo griffato a prezzo contenuto; considerati con indifferenza da coloro che non li ritengono l’ occasione del momento. Ad Aosta i saldi partiranno dall’ 11 gennaio per terminare a marzo. Anche se non sono più fonte di massima attenzione, continuano comunque ad attirare lo sguardo degli irriducibili dell’ acquisto a costo ridotto. Anche quest’ anno la recessione trascina con sé borse più cucite. Saldi all’ insegna della moderazione, quindi, tuttavia c’ è chi non rinuncia all’ acquisto dell’ abito desiderato, dell’ oggetto che fa arredamento, dell’ accessorio di qualità proposto con prezzo allettante. Il classico specchietto delle allodole? Può darsi. Ma alzi il dito chi non si è soffermato per alcuni minuti davanti a una vetrina in cui era esposta «quella cosa che volevo, ma non potevo prima dei saldi». L’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori ha scritto le sue previsioni nazionali: «Confermiamo che solo il 45 per cento delle famiglie acquisterà in saldo». Il segretario regionale Bruno Albertinelli usa toni meno drastici, ma tutt’ altro che trionfalistici. Dice: «Sono convinto che l’ aspettativa sia a livelli molto contenuti». Giudica «positivi» i saldi nel caso in cui equivalgano ad acquisti «oculati». Ma pone anche un interrogativo: «A quanto arriva il margine di guadagno, visto che certi sconti toccano il 70 per cento?» Saldi uguale costume. Che, a ogni appuntamento, fanno discutere. Fra i giovani, soprattutto. Sono visti quasi come una provocazione, tanto è il piacere che danno nel permettere lo sfoggio di un abbigliamento-messaggio, maliziosa riproposta di magliette o jeans con scritte stile Anni 60/70. Autentici simboli di epoche che, riveduti e adattati all’ evoluzione sociale, si stanno riaffacciando nel pianeta moda. «Mi chiedo – dice Luciano Scarlatta, Confesercenti regionale – se in una regione turistica sia conveniente avviare i saldi a gennaio, in piena stagione». Poi, si chiede: «Cosa sono i saldi? Incentivi per la clientela? Allora vanno bene perché sono finalizzati a evitare giacenze consistenti». Bando alla stagionalità di queste offerte commerciali. I dirigenti di Codacons ne sollecitano la liberalizzazione. E ricordano ai consumatori i doveri dell’ esercente: «No alla vendita di fondi di magazzino – dice il responsabile regionale Giampiero Marovino -. Il cambio di un capo difettoso è obbligatorio. Diventa discrezionale in caso contrario». Riequilibrio dei bilanci, senza dubbio. Un valore aggiunto se gli incassi hanno soddisfatto. Parole di Giuseppe Sagaria, Ascom/Confcommercio Valle d’ Aosta, commerciante di lungo corso e strenuo sostenitore della validità dei saldi. «In molti Paesi europei c’ è la corsa al saldo. Perché stupirsi se il consumatore cerca la griffe?» Dissente dall’ eccessivo allarmismo di chi dice: saldi uguale fregature. «I commercianti non sono banditi, pronti a prendersi gioco del cliente. Oggi gli acquirenti hanno idee molto chiare. Ogni acquisto in saldo è preceduto da un’ attenta stima». In netta controtendenza è Carmelo Polito, Adoc regionale, convinto sostenitore che i «saldi invernali 2010 saranno caratterizzati da un aumento storico. Un vero decollo. La gente – dice – li considera, ormai, una necessità per concedersi acquisti al di fuori dell’ ordinario, visti gli aumenti consistenti annunciati per trasporti, energia elettrica, prodotti alimentari. Emblematica l’ affluenza record in molte altre città», conclude.
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