Saldi, avvio positivo per gli operatori
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fonte:
- La Nazione
Saldi, avvio positivo per gli operatori Da quando i lucchesi pagano in euro si sentono più poveri. E non è solo una mera sensazione. I dati raccolti dai centri di osservazione dell’andamento del mercato parlano di una raffica di aumenti che dal 2001, anno in cui è entrata in vigore la moneta unica, fino al 2006, si sono spalmati su tutti i settori. Tutto a discapito delle tasche dei consumatori, con rincari che non sono corrisposti a un adeguato aumento degli stipendi. E, a ben vedere, molti prodotti di uso quotidiano sono cresciuti, a volte addirittura con picchi vertiginosi come nel trasporto pubblico. Altri invece, sono rimasti quasi stabili o in leggero aumento, come la colazione al bar. Nel paniere dei prodotti esaminato da Codacons, con prezzi indicati come media tra le marche di largo consumo, il primo posto degli incrementi va, in proporzione, agli accendini e giocate al lotto, passati ambedue dalle vecchie mille lire a un euro tondo con un aumento del 92,3 per cento. Stessa percentuale di aumento anche per una biro: cinque anni fa costava 500 lire, ora 50 centesimi. In questi casi si è seguita la sempificazione duemila lire uguale 1 euro. Aumentano anche i costi dei servizi: se per lavare in lavanderia un un paio di pantaloni, bastavano cinquemila o sei mila lire lire, oggi si pagano 4 euro e mezzo. IN CRESCITA l’acconciatura per i capelli delle signore che pagano una media di 15 euro per una messa in piega, il 53 per cento in più rispetto al 2001 quando pagavano circa 19 mila lire. Tempi duri anche per i fumatori: un pacchetto di sigarette costava in media 4.200 lire, ora almeno 3,30 euro con un aumento del 52%, ma in questi come in altri casi ha inciso il costante incremento delle tasse. E a tavola? Una pizza margherita costava 6.500 lire circa, ora almeno 5 euro con un aumento del 48,8%. La farina registra un più del 40% e uno spazzolino per denti può essere cresciuto anche del 38%. Un deodorante stick costa poco più di 3 euro, il 34 per cento in più delle 4.500 lire di cinque anni fa. Un bollettino di conto corrente postale doveva essere corrisposto con 1.500 lire, ora si paga un euro, con un incremento del 30 per cento. Anche l’Aspirina costa 3,50 euro contro le 5.500 lire, cioè più 25,4%. Le comunicazioni non fanno eccezione: uno scatto telefonico costava 120 lire, ora 0,078 euro, cioè il 25 per cento in più. Storia a parte il trasporto urbano: una corsa extra urbana della lunghezza pari a Lucca-Pietrasanta, per fare un esempio, costava 1.900 lire e a cinque anni di distanza si arriva a pagare 2,80 euro, con un incremento pari al 180%. "IN TUTTI I SETTORI si sono registrati gli aumenti – sottolinea il diretto di Ascom Confcommercio Umberto Chiesa – e in tutti i settori ci sono le persone corrette e quelle meno. Se prendiamo in esempio la pizza, dobbiamo tener presente che in questi anni è aumentato il consumo del prodotto surgelato, così le pizzerie per attrarre hanno dovuto investire sulla qualità, che ha un costo". Meno d’impatto invece l’aumento (contenuto) dalla colazione al bar, come conferma Ademaro Cordoni dell’Ascom-Confcommercio. Caffè (passato dal 1.300 lire a 80 o 90 centesimi), cappuccino (passato da 1.400/1.500 lire a 1 euro) e cornetto (da 1.100 lire a 80 centesimi) hanno subito un incremento, ma non così spiccato come per altre voci. "Certamente – aggiunge il direttore della Cofesercenti Emanuele Pasquini – i dati ufficiali Istat parlano di incrementi annui tra il 2 e il 4%. Per questo il prodotto medio ha avuto un incremento di circa il 20% in cinque anni. Anche se nelle materie prime, alcuni incrementi sono andati ben oltre, e la percezione del cittadino è ancora superiore. Il commercio è stato accusato più di altri di aver lucrato, invece, è stato il settore più caratterizzato da alta concorrenza (vedi outlet e grandi magazzini) e vitalità. La realtà – chiude Pasquini – è che l’entrata nell’euro ci ha portatao in una dinamica economica diversa: ci siamo adeguati al costo della vita di altri paesi, prevalentemente nordici e di questo ne abbiamo fatto le spese".
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