29 Giugno 2009

Saldi anticipati ma è guerra con l’Umbria

 Solo il 45 per cento comprerà. Contrazione del 10 per cento, spesa di 180 euro a famiglia. Via agli sconti il 7 invece che il 12, nella regione limitrofa si parte già sabato

 Si parte Sconti da martedì della prossima settimana La fila per gli sconti sta per cominciare. Otto giorni ancora, poi martedì della prossima settimana, il 7 luglio, cominciano i saldi estivi nei negozi di Arezzo e provincia. Dureranno fino al 7 settembre. Una partenza anticipata rispetto a quanto previsto e disposto fino a due mesi, quando l’avvio della stagione dei saldi era indicato nella data del 12 luglio. La Regione ha dato infatti attuazione alla modifica della legge sul commercio del 2005, è successo lo scorso 21 aprile: ora il nuovo codice fissa nel 7 luglio l’avvio dei saldi in tutte le province toscana e nel 7 settembre la fine. Non c’è sindaco e ordinanza che tenga e anche la disputa con le province che si affacciano sul mare che chiedevano un ritardo della stagione, viene automaticamente bocciata. Si comincia prima così a svendere,per la soddisfazione della gran parte dei commercianti. Partenza anticipata e omogenea, ma non abbastanza per mettere proprio tutti con l’anima in pace, almeno nella nostra provincia. Il grosso delle regioni italia infatti, comincia con gli sconti – c’è già chi è partito – sabato 4 luglio. Fra queste c’è anche la vicina Umbria. E’ vero, c’è il fine settimana di mezzo e poi c’è un lunedì prima che gli sconti prendano il via anche da noi: sulla carta la disparità delle partenze non dovrebbe causare grossi contraccolpi. Però la differenza di date fra Umbria e Toscana qualche euro può portarlo via da queste parti. Soprattutto – e la storia si ripete spesso – in Valtiberina. I mugugni sono già partiti al proposito. Anche perché le tanto attese svendite d’estate, a leggere le stime, non produrranno affari ‘strepitosi’. Anzi. Nei saldi estivi in partenza a luglio ci sarà una ‘fortissima contrazione’ degli acquisti, con un calo del 10-15 per cento rispetto all’anno scorso.  A sostenerlo è il Codacons, secondo cui ‘gli effetti della crisi economica sono stati pesantissimi in tutti i settori. Se a tutto ciò si aggiunge che i listini sono ancora eccessivamente elevati nell’abbigliamento come nelle calzature, la nostra previsione è di una riduzione degli acquisti tra il 10 per cento e il 15 per cento rispetto ai saldi estivi del 2008′. I dati sono fatti per essere smentiti, ma l’aria che tira non è bella.  Così nel concreto la spesa di ogni famiglia dedicata ai saldi – aggiunge il presidente del Codacons Carlo Rienzi – non supererà i 180 euro e solo il 45 per cento dei consumatori potrà permettersi di usufruire degli sconti stagionali.’ Fra tanta negatività, arriva comunque anche un raggio di sole. Saranno infatti le donne a salvare i commercianti da una stagione disastrosa: è la profezia che arriva dalla Cidec, confederazione italiana degli esercenti commercianti. L’associazione stima che i saldi estivi possano confermare la linea dello scorso anno con un spesa media per famiglia tra i 230 e i 280 euro, e le donne più propense ad acquistare degli uomini. Per provare a invertire una tendenza fortemente negativa delle vendite da inizio 2009 si ricorrerà a questi saldi anticipati e come sempre la sentenza – la verità – arriverà alla fine.
 

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