2 Gennaio 2015

Saldi anticipati, al via il 3 gennaio. Comprerà una famiglia su due

Saldi anticipati, al via il 3 gennaio. Comprerà una famiglia su due

Ai nastri di partenza i saldi anticipati: quest’ anno si parte in tutte le regioni il 3 gennaio , primo weekend del mese, come deciso dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome, per rilanciare i consumi. Fanno eccezione solo Basilicata e Campania , che già l’ inverno scorso scelsero di iniziare un giorno prima. I ribassi – già da diversi anni – non sono più un appuntamento atteso e anzi passano quasi inosservati: meno del 42% degli italiani li considera rilevanti e solo la metà (51%) si dichiara interessata ad approfittarne, per inserire qualche capo nuovo nel guardaroba. Lo dicono le stime dell’ ufficio studi di Confcommercio: ogni famiglia spenderà 336 euro in capi d’ abbigliamento, calzature e accessori. Circa 144 euro a persona , per un totale di 5,3 miliardi di euro. Gli sconti invisibili. La decisione di ribassare i prezzi due giorni prima, il 3 anziché il 5 gennaio, è partita in un primo momento solo da Toscana, Umbria, Lombardia, Abruzzo e Veneto, che hanno deciso di accogliere le richieste delle associazioni di categoria. A questo quintetto si sono allineate tutte le altre, per evitare concorrenza tra regioni limitrofe. L’ interesse dei consumatori per i saldi quest’ anno tocca i minimi storici dal 2010, ma rispetto all’ inverno 2014 la maggior parte di chi acquisterà è disposta a spendere di più, anche fino a 200 euro. Cosa entrerà nelle shopping bag? Soprattutto vestiti e calzature, ma non solo. Chi metterà mano al portafogli – rivela sempre il report di Confcommercio – quest’ anno mira ad acquistare tutto il necessario per la vita di ogni giorno, non più esclusivamente abiti griffati o articoli cui si stava pensando da tempo, com’ era una volta. Il prezzo allettante è ormai l’ aspetto più importante, anche a discapito della qualità. La strategia anticrisi, messa in atto soprattutto dalle giovani donne under 44 nelle grandi città, è dare la caccia ai prezzi più stracciati anche in negozi diversi da quelli frequentati di solito. Articoli sportivi e biancheria intima sono i capi di cui si può fare a meno. Negozianti sfiduciati. Nonostante la partenza in anticipo, preceduta a sua volta da diverse settimane di pre-saldi sottobanco, i commercianti temono il flop. O nella migliore delle ipotesi si spera di eguagliare i risultati del 2014. Quasi tutte le boutique partiranno con il 30-40% in meno sul prezzo di cartellino. I saldi costituiscono ormai un’ arma spuntata contro la crisi dei consumi: in generale incidono ormai pochissimo (20%) sulle vendite totali . Tuttavia, in misura minore rispetto al passato, riescono ancora ad attrarre nuovi clienti (66%) invogliati dai mini-prezzi, soprattutto nei grandi store di intimo e calzature. Buona parte dei commercianti (44,9%) ne invoca da tempo la totale liberalizzazione, reclamata soprattutto dai negozi più grandi. Una legge anacronistica. Ancora più pessimistiche le stime delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons – che prevede una spesa massima di 184 euro a famiglia – l’ anticipazione dei saldi è una misura inutile, destinata a non influire in alcun modo sugli acquisti: solo il 35% delle famiglie si concederà un giro per vetrine, spendendo meno (-8%) dell’ inverno scorso. L’ Adiconsum si dichiara invece favorevole all’ avvio anticipato e aveva chiesto di inaugurare la stagione dei ribassi già il 27 dicembre. L’ associazione auspica addirittura una liberalizzazione totale: la legge sui saldi è ormai un colabrodo, i negozianti iniziano un mese prima a praticare sconti mascherati, in barba alle date previste dalla normativa (un esempio su tutti i grandi magazzini Rinascente, che hanno inaugurato la stagione dei ribassi irregolari già il 26 dicembre ). Tanto vale anticipare la data. “L’ anacronismo dei saldi sarà presto spazzato via dal mercato – commenta il presidente Pietro Giordano – bisogna consentire ai commercianti di operare gli sconti sulle rimanenze e ai consumatori di risparmiare acquistando la merce in tutti i periodi dell’ anno”. Le regole anti-raggiri. Per chi ha intenzione di approfittare dei prezzi ribassati, ecco dunque alcuni consigli da seguire con attenzione. 1. Conservare sempre lo scontrino. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso, anche se nega di poterlo fare. Il cliente deve denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta, chiedendone la sostituzione o il rimborso del prezzo, scontrino alla mano. Le ricevute di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, vanno fotocopiati per poterli esibire al momento opportuno; 2. Accertarsi che i capi siano di fine stagione. La merce in vendita a saldo deve essere l’ avanzo di quella della stagione che si conclude e non solo rimanenze di magazzino; 3. Confrontare i prezzi. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. A volte un giro in più aiuta a risparmiare parecchio. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti; 4. Diffidare degli sconti superiori al 50%. Spesso nascondono merce non nuova, o il prezzo originario è stato maggiorato. State alla larga dalle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Nella settimana prima della partenza dei saldi è bene controllare il prezzo pieno del prodotto che s’ intende comprare, e se possibile fotografarlo; 5. Preferire i negozi di fiducia. Entrare nel negozio con le idee chiare su ciò che si vuole acquistare. Sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo esposto “in modo chiaro e ben leggibile” e il valore percentuale dello sconto applicato. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno; 6. Provare i capi. E’ sempre meglio provarli, ma non è obbligatorio per il negoziante. Occhio agli abiti che possono essere solo guardati; 7. Pagamenti elettronici. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Problemi o truffe devono essere subito denunciate ai vigili urbani, all’ ufficio comunale per il commercio o a un’ associazione dei consumatori. Segui @erika_toma.
erika tomasicchio

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