7 Luglio 2013

Saldi al via senza code Bene solo le catene low cost

Saldi al via senza code Bene solo le catene low cost

 

 

Al via i saldi estivi e i varesini fanno incetta di biancheria intima e costumi da bagno. Ressa solo nei negozi di lingerie e nei mega store, ma il budget dei consumatori è ridotto rispetto allo scorso anno e l’ obiettivo è ottimizzarlo. Negozi pieni di merce Sono cominciati ieri i saldi estivi e i varesini hanno ripreso a fare shopping. Dopo una stagione andata male per i commerciante, gli sconti sembrano aver incontrato le esigenze dei consumatori già dal primo giorno: sia per disponibilità di assortimento dei prodotti invenduti, che per gli sconti partito in molti negozi dal 40%. Le vendite sono state effervescenti, ma non ovunque. I varesini non hanno approfittato delle occasioni per acquistare quei capi d’ abbigliamento desiderati nel corso della stagione. La maggior parte ha fatto incetta solo di “beni di prima necessità”. Sebbene le cose non si siano formate fuori da nessun negozio, ad essere presi d’ assalto sono stati i rivenditori di lingerie. Biancheria intima e costumi sono andati a ruba nelle grandi catene come Tezenis, Intimissimo, Oysho e Yamamay. Bene anche i mega store, come Oviesse, Zara e Upim. Lontani i 100 euro a testa L’ andamento della prima giornata si può quindi già definire non in linea con le previsioni di Confcommercio. Secondo le stime dell’ ufficio Studi dell’ associazione di categoria infatti, ogni famiglia avrebbe speso in media 229 euro. Il che vuol dire meno di 100 euro a testa, per comprare vestiario, scarpe, accessori per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro. Un budget che si è progressivamente eroso nel corso degli ultimi anni, se si pensa che la media di spesa nel 2012 è stata di 103 euro a testa, e 114 euro nel 2011. Comprensibile quindi che i negozi presi d’ assalto siano stati quelli che propongono un assortimento merce a basso costo già all’ origine: se il budget si contrae è necessario ottimizzarlo, cercando cioè di comprare il maggior numero di capi a basso costo. A non credere ai saldi sono le associazioni dei consumatori. Per il Codacons dovrebbe esserci un crollo nelle vendite del 22% sul 2012 (che era già andato male), con una spesa che non dovrebbe superare i 70 euro a testa. E a rimetterci potrebbero essere anche i centri commerciali questa volta, con le vendite giù del 12%. Sarebbero quindi sovrastimate le previsioni della Confcommercio, anche per Federconsumatori e Adusbef che prevedono un calo, anche se più contenuto, dell’ 8-9%: solo una famiglia su tre dovrebbe acquistare a saldo, con una spesa di circa 117 euro a nucleo, con un giro di affari complessivo che non raggiungerebbe il miliardo. Un terzo di quanto preventivato dall’ associazione di categoria e più in linea con l’ andamento della prima giornata di ieri. Previsioni sbagliate I negozi nel centro storico sono aperti anche oggi, e i commercianti si augurano che nel giorno di festa i saldi possano decollare o, per alcuni negozi, cominciare davvero. Anche se il problema della maggior parte delle persone è di avere pochi soldi a disposizione. Oltre al fatto che di solito la settimana decisiva per i saldi è la prima. Se neanche durante i primi giorni va la merce, la stagione è rovinata. n.

valentina fumagalli

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this