5 Gennaio 2017

Saldi al via fra grandi attese e appeal in calo

Saldi al via fra grandi attese e appeal in calo

Che saldi saranno? Quanto spenderanno gli italiani? Soprattutto: servono ancora le vendite di fine stagione oppure rappresentano un rito ormai superato dalle promozioni, dagli sconti speciali ai clienti, dallo shopping online e dalla capacità di acquistare al momento giusto al prezzo più conveniente? Mentre fioccano i decaloghi su come difendersi dai finti sconti, si inaugurano oggi in tutta Italia i saldi invernali , fra le aspettative dei commercianti e qualche prevedibile prudenza da parte delle associazioni dei consumatori. In occasione della partenza dei saldi, Confcommercio ha realizzato in collaborazione con Format Research un’ indagine sui consumatori e sulle imprese del commercio al dettaglio. Aumentano gli italiani che faranno acquisti per i saldi invernali di quesdt’ anno: sono il 58,5% contro il 55% dell’ anno passat o, un numero sempre inferiore a cinque anni fa quando si registrava quasi il 70%. Le preferenze di acquisto vanno, anche se meno dello scorso anno, secondo tradizione, ai capi di abbigliamento (92,1%), alle calzature (79,2%) , agli accessori (32,1%) e alla biancheria intima (27,4%). Quanto si spenderà? Il 78,1% dei consumatori mette in conto un budget di spesa che arriva fino a 200 euro, e in media si spenderanno circa 150 euro a persona. L’ indagine Confcommercio dice che gli italiani continuano a dare importanza alla qualità dei prodotti e a comprare prodotti di marca, griffati e non prodotti di qualsiasi tipologia. Il web è protagonista degli acquisti anche per i saldi: sono in aumento di 7,2 punti percentuali la quota degli italiani che acquisteranno prodotti a saldo online. E le imprese? Hanno aspettative crescenti verso i saldi: il 23,3% ritiene che in occasione dei saldi i propri punti vendita saranno visitati in misura maggiore rispetto alla stagione precedente. Il 48,2% dei negozi proporrà mediamente non oltre il 30% di sconto sugli articoli posti in saldo, mentre è pari al 4,7% la percentuale di chi proporrà prodotti con oltre il 50% di sconto. Liberalizzazione? Il 59,5% delle imprese del commercio al dettaglio non si dichiara d’ accordo con la liberalizzazione totale dei saldi e quasi 8 imprese su 10 sono d’ accordo con l’ idea di istituire una data unica per l’ inizio saldi a fine del mese di gennaio. Se le attese dei commercianti sono comprensibili, troveranno risposta nei comportamenti di acquisto dei consumatori? Per il Codacons in realtà i saldi saranno sostanzialmente un flop. “Gli sconti di fine stagione hanno oramai da tempo perso appeal presso i consumatori, e non solo per gli effetti della crisi economica che negli anni ha impoverito le famiglie – spiega il Codacons – L’ eccessiva vicinanza al periodo natalizio ma soprattutto l’ avvento del commercio online e le numerose promozioni speciali che i negozi realizzano tutto l’ anno, hanno reso i saldi obsoleti e superati , permettendo alle famiglie di acquistare a prezzi scontati anche al di fuori del periodo ufficiale di saldi”. Così nel 2007 il giro d’ affari dei saldi invernali era pari a 6,5 miliardi di euro mentre quest’ anno – stima l’ associazione – non supererà 4,2 miliardi, con una flessione del 35,3% in 10 anni. “I saldi servono oramai a poco o nulla, perché nel tempo è cambiata la società e le abitudini dei consumatori hanno subito sensibili modifiche – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – Per questo chiediamo di abolirli definitivamente, considerato che anche per i saldi in partenza domani si prevede una contrazione delle vendite attorno al -5%, e il budget delle famiglie si fermerà a quota 175 euro “.

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