2 Gennaio 2013

Saldi al via: acquisti solo per il 40% delle famiglie

Saldi al via: acquisti solo per il 40% delle famiglie

Partono ufficialmente oggi in Basilicata, Campania e Sicilia i saldi invernali. Il resto delle regioni si unirà sabato 5 gennaio. CONFCOMMERCIO, FAMIGLIE SPENDERANNO 5,6 MLD IN ABBIGLIAMENTO – Ogni famiglia spendera’ 359 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore. Queste le stime dell’ Ufficio Studi della Confcommercio. Secondo l’ associazione, l’ acquisto medio a persona nei saldi invernali sara’ di 150 euro. A livello aggregato la stima dei saldi invernali 2013 vale 5,6 miliardi di euro. Abbigliamento e calzature rappresenteranno il 18% della spesa dei 25,5 milioni di famiglie italiane. “I saldi – afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio – rappresentano un appuntamento annuale irrinunciabile ed anche uno straordinario rito collettivo capace di attrarre l’ interesse di quasi 16 milioni di famiglie italiane e di numerosissimi turisti stranieri affascinati dal made in Italy. Ma, in questo periodo – sottolinea Borghi – speriamo possano rappresentare una chance per i negozianti del settore moda dopo una stagione come quella di quest’ autunno/inverno partita col freno tirato e per i consumatori per soddisfare una necessita’ e/o un desiderio con l’ acquisto di un capo di qualita’ a prezzo piu’ accessibile. I saldi di quest’ anno saranno caratterizzati da qualita’, ampiezza di assortimento e soprattutto prezzi, con percentuali di sconto veramente allettanti”. IL DECALOGO DEL CODACONS. SOLO IL 40% DELLE FAMIGLIE FARA’ ACQUISTI – Il 70% dei negozi – secondo i calcoli del Codacons – “di fatto ha già applicato saldi sommersi, a dimostrazione della grave crisi che sta vivendo il commercio , i cui effetti si faranno sentire anche durante il periodo di sconti, con una riduzione delle vendite che si aggirera’ attorno al -15%, e un budget che per i saldi invernali non superera’ i 224 euro a famiglia”. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, presenta il decalogo aggiornato con le ultime norme di riferimento e le vecchie, ma sempre valide, regole d’ oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti: 1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3. Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in pi per evitare l’ acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. 4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. 5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7. Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8. Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9 . Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. SALDI: AL VIA DA OGGI, IL CALENDARIO REGIONE PER REGIONE – Al via da oggi i saldi invernali. Ecco il calendario regione per regione pubblicato sul sito di Confcommercio. REGIONI DATE CAPOLUOGHI ABRUZZO 5 gennaio – 3 marzo L’ Aquila BASILICATA 2 gennaio – 2 marzo Potenza CALABRIA 5 gennaio – 28 febbraio Catanzaro CAMPANIA 2 gennaio- 31 marzo Napoli EMILIA ROMAGNA 5 gennaio per 60 giorni Bologna FRIULI V.GIULIA 5 gennaio – 31 marzo Trieste LAZIO 5 gennaio – 15 febbraio Roma LIGURIA 5 gennaio per 45 giorni Genova LOMBARDIA 5 gennaio per 60 giorni Milano MARCHE 5 gennaio – 1 marzo Ancona MOLISE 5 gennaio per 60 giorni Campobasso PIEMONTE 5 gennaio per 8 settimane Torino PUGLIA 5 gennaio – 28 febbraio Bari SARDEGNA 5 gennaio per 60 giorni Cagliari SICILIA 2 gennaio – 15 marzo Palermo TOSCANA 5 gennaio per 60 giorni Firenze UMBRIA 5 gennaio per 60 giorni Perugia VALLE D’ AOSTA 5 gennaio – 31 marzo Aosta VENETO 5 gennaio – 28 febbraio Venezia BOLZANO (provincia) *5 gennaio – 16 febbraio Bolzano TRENTO (provincia) I commercianti determinano liberamente il periodo Trento *Per i comuni di Tires, Castelrotto, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena, Renon, Sesto, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia e Corvara dal 16 febbraio al 30 marzo. Per i comuni di Resia, Stelvio, Maso Corto e San Valentino alla Muta dal 2 marzo al 13 aprile. Notizie correlate Saldi, spesa media 150 euro: tu quanto spenderai? VOTA 0 mi piace, 0 non mi piace.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this