21 Luglio 2001

Saldi al setaccio del Codacons

Saldi al setaccio del Codacons

Secondo i primi controlli effettuati dall`associazione dei consumatori ai Parioli, Prati e Vigna Clara, migliora il comportamento dei negozianti. Ma sono state riscontrate almeno diciassette irregolarità.

ROMA-I saldi d?estate sono cominciati da qualche giorno e puntuali come un orologio svizzero arrivano anche i primi controlli da parte delle associazioni di difesa dei consumatori. Secondo un primo controllo fatto dal Codacons in alcuni negozi nei quartieri Prati, Vigna Clara e Parioli, quest?anno sembrerebbe che il comportamento dei negozianti sia migliorato, anche se su cento attività già passate al setaccio almeno diciassette presentavano qualche irregolarità, difformità per le quali sono immediatamente scattate le denunce presso i Vigili Urbani di Roma.


Il rischio per i clienti è sempre lo stesso: dietro quello che a prima vista spesso sembra un affare vantaggioso possono nascondersi più o meno velatamente dei veri e propri imbrogli, fatti il più delle volte vendendo merce degli anni passati o esibendo sconti ingannevoli. Ne stava facendo le spese proprio Carlo Rienzi, il presidente del Codacons, che, se non avesse conosciuto il costo della camicia che stava per acquistare in un negozio, l?avrebbe pagata a prezzo pieno. Qualche commerciante, infatti, espone solo il cartellino con il presunto prezzo in saldo, senza dare la possibilità ai clienti di verificare la veridicità dello sconto.


Secondo il Codacons, quello di nascondere i prezzi originali è il vizio più diffuso, praticato dal 18 percento dei commercianti. Il 15 percento, invece, non praticherebbe i saldi su tutta la merce, guardandosi bene dal comunicarlo ai clienti. Altri negozianti chiedono anche il pagamento di 10mila lire per la piega al pantalone mentre qualcuno si scoccia anche quando gli viene chiesto di provare capi di basso costo. Intanto, l?agguerrita associazione a difesa dei consumatori, rinnova la raccomandazione di seguire il decalogo affinché con i saldi, invece di combinare un affare, non si finisca ?fregati?. Innanzitutto diffidare della merce che può solamente essere guardata, poi conservare lo scontrino per poter cambiare, eventualmente, i capi difettosi. Ancora: controllare che siano esposti i cartellini del prezzo originale e di quello scontato, diffidare degli sconti superiori al 50 percento, guardare bene le etichette e altre accortezze. E comunque, se possibile, servirsi nei negozi abitualmente frequentati.

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