5 Luglio 2003

Saldi accolti con favore dai consumatori

di FABIO NUCCI Mai come questa estate i saldi …






Mai come questa estate i saldi (partiranno il 10 luglio per 60 giorni) vengono accolti con favore dai consumatori. «La gente non compra perché non ha soldi – dice Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – per questo benvengano i saldi per acquistare almeno le cose necessarie. Molti negozianti si sono già attrezzati ed hanno oscurato le vetrine anticipando gli sconti con altre promozioni. La recessione in atto, però, rischia di condizionare anche le vendite di questo periodo». Gli operatori condividono il disagio legato al trend negativo dei consumi. «I saldi sono una forma di vendita utile – fa notare Francesco Filippetti, segretario regionale Confesercenti – ma non può essere solo questo il metodo per rilanciare le attività commerciali. Con i saldi, i negozi ?si liberano? di un peso ma non guadagnano». «C?è una data e intendiamo rispettarla», aggiunge Antonio Giorgetti, presidente Confcommercio di Perugia. «Le vendite per liquidazione sono ammesse anche prima ma deve esserci anche chi controlla. Le ristrutturazioni dei locali devono essere oggettive e non semplici tinteggiature».
Su questo la normativa regionale è chiara: ?le vendite di fine stagione o saldi sono vendite straordinarie di prodotti suscettibili di deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo?. La certezza delle regole non implica il buon funzionamento del meccanismo. «Ogni volta che ci si avvicina all?evento – fa notare l?assessore alle Attività produttive, Ada Girolamini – prende quota una sorta di scontento diffuso. Il sistema pubblico trova difficoltà a conciliare interessi opposti: gli operatori subiscono l?azione di una rincorsa contro se stessi, i consumatori avvertono il rischio di finire ostaggi di una pubblicità cui la legge antitrust non riesce a far fronte».
L?alternativa è cambiare tempi e modi di tale sistema di vendita ma gli stessi operatori sono combattuti. Un sondaggio di Confesercenti rivela che le posizioni della base associativa sono contrastanti. «Non è facile trovare una soluzione», ammette Filippetti. «Non chiediamo modifiche sui tempi – dice invece Giogetti – perché più si accorcia il periodo delle vendite regolari più si riducono i margini. Per un negoziante corretto, uno sconto del 20% si traduce in un non guadagno». La Regione conferma che per il momento le regole non cambieranno. «Se ne riparlerà a fine 2004 – chiarisce l?assessore Girolamini – a meno che non si riapra prima la questione stante la concertazione in atto sull?intera disciplina del commercio». Su tutti incombe il regolamento europeo che potrebbe eliminare i divieti incombenti sui negozianti di anticipare sconti e ribassi prima dei saldi ufficiali. I quali potranno iniziare a discrezione dei commercianti durando anche tutto l?anno. Di contro aumenterebbero gli obblighi informativi e la tutela verso i consumatori.

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