3 Gennaio 2018

Saldi 2018, via alla grande corsa. Italiani pronti a spendere ma gli sconti sono più bassi

 

Saldi invernali 2018, i 10 consigli per evitare fregature1 – Conservare sempre lo scontrino Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto2 – Le vendite devono essere realmente di fine stagione La merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori3 – Girare Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi4 – Consigli per gli acquisti Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti5 – Diffidare degli sconti superiori al 50% Spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto6 – Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia Oppure acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto7 – Negozi e vetrine Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce8 – Prova dei capi Non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati9 – Pagamenti Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi10 – Allerta fregature Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani4 minSaldi 2018, durata regione per regioneRoma, 3 gennaio 2018 -La partenzaieri in Basilicata, oggi in Valle d’ Aosta e venerdì nelle altre regioni. Stiamo parlando dei saldi invernali 2018, che interesseranno 15,6 milioni di famiglie e muoveranno 5,2 miliardi di euro con un budget di spesa pari a 143 euro a persona. Ecco i dati riferiti dall’ Ufficio studi di Confcommercio in occasione dell’ avvio delle vendite con gli sconti. Con una spesa media a persona di 143 euro, 331 a famiglia. Insomma, se avete in mente di fare ancora qualche regalo dopo le feste di Natale e Capodanno, potete cogliere l’ occasione per risparmiare anche qualcosa. E i saldi iniziano con il ritorno dopo anni di un debole ottimismo tra gli italiani che in quasi sei casi su dieci (59%) pensano che la situazione economica del paese sarà stabile o migliorerà nel 2018, una percentuale superiore dell’ 8% rispetto allo scorso anno.A sostenerlo è la Coldiretti in occasione della prima prova sul mercato degli acquisti del 2018, sulla base dei dati Deloitte sulle previsioni dell’ anno nuovo. L’ atteggiamento positivo degli italiani – sottolinea l’ associazione – si colloca leggermente al di sopra della media europea del 58%, che è peraltro in miglioramento rispetto al 49% dello scorso anno. Tra gli europei meno positivi, ci sono i greci (29%), i belgi (48%) e gli inglesi (53%), impegnati nell’ affrontare gli effetti della Brexit. Il maggiore ottimismo degli Italiani – conclude la Coldiretti – si è già sentito nelle spese per le feste, che tra Natale e Capodanno, ha raggiunto i 12,9 miliardi di euro tra cibo, viaggi, divertimenti e regali. «Dopo un Natale ancora sospeso tra una crisi che sembra volgere al termine e una ripresa ancora debole, almeno nel fashion retail, la buona notizia è l’ incremento di due punti della fiducia dei consumatori, tornato ai livelli del gennaio 2016», ha commentato Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federazione Moda Italia.«Un ingrediente, questo, imprescindibile, oltre al potere di acquisto degli italiani, per sostenere i consumi in questo periodo dei saldi di fine stagione, che per meteo e calendario – prosegue – è appena iniziata». Per Borghi, la spesa «per gli acquisti in saldo per valore, secondo le nostre stime, sarà leggermente inferiore a quella dell’ anno scorso, ma in linea con il momento. Il vero vantaggio sarà per i consumatori non vedere i prezzi dei negozi, da ieri, con l’ Iva al 25%». Per quanto riguarda le regole dei saldi, Confcommercio, invece, ricorda che «la possibilità di cambiare il capo dopo l’ acquisto è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato», caso in cui «scatta l’ obbligo della riparazione o della sostituzione», dello sconto o restituzione se il compratore ha segnalato il vizio entro due mesi; è discrezionale anche la possibilità di provare i capi, mentre è obbligatorio accettare carte di credito se l’ adesivo è esposto e indicare il prezzo normale, oltre al prezzo scontato.Secondouno studio dell’ Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’ Istat, stimando il trend di quest’ anno, abbigliamento e calzature registreranno un abbassamento dei prezzi del 21,3%, in leggera diminuzione rispetto allo scorso anno, quando lo sconto fu del 21,7%. «Prosegue la tendenza dei commercianti, a fronte di una leggera ripresa dei consumi, di ridurre gli sconti praticati» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori, «i dati Istat ci confermano inoltre che i ribassi solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi», conclude Dona.Saldi (Ansa)

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