30 Dicembre 2013

Saldi 2014 al via il 4 gennaio. Negozi deserti, si vende solo ai turisti

Saldi 2014 al via il 4 gennaio. Negozi deserti, si vende solo ai turisti

Tornano i saldi di fine stagione, ma il classico appuntamento con lo shopping è atteso da pochi. Si parte il 4 gennaio – primo sabato del nuovo anno – in quasi tutte le regioni d’ Italia, eccetto la Sardegna : nelle zone colpite dall’ alluvione, i ribassi sono cominciati già il 6 dicembre scorso. Anche Basilicata e Campania hanno anticipato l’ inizio al 2 gennaio . Niente corsa all’ affare, dunque. E acquisti col contagocce per chi si concederà un giro per negozi: secondo l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori solo il 36-37% degli italiani è disposto a metter mani al portafogli per approfittare degli sconti. Si spenderanno circa 194 euro a famiglia, meno dello scorso anno (-11,3 %), per un totale di 1,73 miliardi di euro. Oltre il flop, ribassi invisibili. Sull’ affluenza nei negozi, tuttavia, le stime delle associazioni dei consumatori non sono unanimi. A parere di Federconsumatori solo 8,9 milioni di famiglie compreranno ai saldi, anche in vista della stangata di 1.384 euro che ci aspetta nel 2014 : il nuovo anno si aprirà infatti all’ insegna degli aumenti, che riguarderanno soprattutto alimenti (+5%), carburante e prodotti per la casa. Senza contare le nuove tasse in arrivo, mini-Imu e Tasi su tutte. In calo solo le tariffe di luce e gas. Non stupisce che gli italiani storcano il naso all’ idea di rinnovare il guardaroba, considerato che gli stipendi medi si aggirano intorno ai 1000 euro e cinque milioni di persone sono al di sotto della soglia di povertà, come evidenzia l’ Unirec, l’ associazione delle imprese di recupero crediti. Più nere le previsioni del Codacons , secondo il quale solo il 35% delle famiglie acquisterà durante gli sconti (-12,5% rispetto ai saldi invernali 2013) con cali del -30% nelle città del Sud Italia. Più drastica l’ Adoc che scommette su una spesa media di 130 euro per ogni nucleo, il 20% in meno del gennaio scorso, anche per colpa della diffusione di outlet e negozi di e-commerce che offrono sconti continui durante tutto l’ anno, rendendo i ribassi reali meno appetibili. Già gli ultimi saldi estivi conclusi a settembre scorso si sono rivelati un grosso flop: con un calo del 7-8% (dati Federmoda) rispetto all’ estate precedente, una stagione già da dimenticare per i negozianti. Decolla il turismo aeroportuale. L’ unica voce fuori dal coro sembra essere quella dei turisti, gli unici a metter piede nelle boutique di questi tempi, con soddisfazione dei commercianti. Secondo l’ Adoc gli stranieri a caccia di affari puntano sui capi di alta qualità e di marca, da accaparrarsi a prezzi bassi: “Rispetto al 2013 prevediamo un aumento di circa il 10-15% degli acquisti effettuati dai turisti in Italia – spiega il presidente Lamberto Santini -. Si diffonde sempre di più, infatti, il “turismo aeroportuale”, che riguarda soprattutto i centri commerciali vicini agli scali, in primo luogo quelli dove atterranno le compagnie low cost, presi d’ assalto dai viaggiatori. Saldi perenni contro la crisi. In base a un accordo tra le regioni del 2011, la data d’ inizio è la stessa per tutto lo stivale. I cartellini con i prezzi ribassati, dunque, dovrebbero fare la loro comparsa ufficiale nelle vetrine due giorni prima dell’ Epifania, per restarci 60 giorni, fino ai primi di marzo. In realtà come ogni anno le riduzioni sono già partite sottobanco , con le date d’ inizio annunciate ai clienti dagli sms dei negozianti. Il fenomeno, generato dalla crisi, si è ormai cronicizzato, al punto che alcune recenti delibere di giunta regionale (esempio in Emilia-Romagna) hanno abolito l’ onere per gli esercenti di comunicare ai rispettivi Comuni inizio e durata dei saldi. Gli avvisi via sms riguardano anche i capi nuovi , in questo modo violano la normativa sui saldi, avverte l’ Adiconsum: “Da una decina d’ anni anche i saldi, come il clima, non seguono più le stagioni. Le leggi in materia sono un ‘colabrodo’. A queste condizioni non ha più senso parlare di saldi – commenta il presidente Pietro Giordano – bisogna avere il coraggio di liberalizzare tutto il settore”. Chi riceve i messaggi può segnalarli, suggerisce l’ associazione dei consumatori, alla Polizia municipale oppure sull’ apposito gruppo di Facebook “Sos saldi” creato dall’ Adiconsum per raccogliere le segnalazioni degli utenti. Le regole contro i raggiri. Ecco le dieci regole d’ oro del Codacons a cui attenersi per stare alla larga dalle truffe e fare acquisti in sicurezza. 1) Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso. Se il cambio non è possibile, si ha diritto alla restituzione dei soldi (non a un buono). Si hanno due mesi di tempo per denunciare il difetto; 2) Le vendite devono essere davvero di fine stagione. La merce in vendita deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo, non fondi di magazzino; 3) Fate un giro di “ispezione”. Nei giorni che precedono i saldi è sempre meglio andare nei negozi a cercare quello che interessa e prendendo nota del prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato e andare a colpo sicuro, evitando le code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi; 4) Idee chiare . Si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose inutili. Valutare la bontà dell’ articolo guardando la composizione in etichetta. Diffidare dei marchi simili a quelli noti; 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%. Spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi gonfiati. Un commerciante, salvo nell’ alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto; 6) Servirsi nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare la convenienza dell’ acquisto. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce; 7) Occhio al cartellino. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo (in modo chiaro e ben leggibile), quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno; 8) Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo . È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; 9) Pagamenti con bancomat. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; 10) Raggiri. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi ai vigili urbani oppure a un’ associazione dei consumatori.
erika tomasicchio

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox