12 Luglio 2002

Salatissimo mare

Salatissimo mare
Dalla sdraio alla fetta di cocco, dal pattino al gettone della doccia, dall`aperitivo ai gamberoni, alla discoteca: una raffica di rincari come non si vedeva da tempo, che è già il tormento (e il tormentone) di questa prima estate con l`euro. Ecco che cosa ha scoperto Panorama in sette località famose. Con qualche consiglio per difendersi.



Tutti al mare. È la prima estate dell`euro, e lo è in tutti i sensi. Sotto l`ombrellone e al ristorantino sul mare, ma anche in discoteca, in bilico sul pattino o davanti a una fetta di cocco, non si parla d`altro: i prezzi. Perché tra arrotondamenti centesimali e incrementi reali di tariffe, la nuova moneta corre, anzi sfugge. È la scusa di cui approfittano albergatori, gestori di bagni, ristoratori, vu` cumprà per rincarare tutto. E gli italiani, che già in città avevano sperimentato gli effetti dell`arrotondamento selvaggio (Panorama n. 23), ora sono alle prese con nuovi imbrogli.
Secondo l`indagine sul campo (o meglio: sulla spiaggia) condotta da Panorama in sette tra le più note località balneari, i rincari sono diffusi e a volte sostanziosi. Le tabelle pubblicate in queste pagine lo dimostrano: da Santa Margherita Ligure alla spiaggia palermitana di Mondello, da Rimini ad Alghero, a parte pochissime voci in calo, le tariffe praticate per i principali servizi balneari subiscono aumenti compresi mediamente fra il 3 e il 30 per cento.
Nel luglio 2002, malgrado le smentite e i giuramenti degli operatori, nei sette luoghi di villeggiatura visitati da Panorama affittare per un giorno cabina, sdraio e ombrellone costa da un minimo di 10 a un massimo di 33 euro. L`anno scorso, sulle medesime spiagge, la forbice andava dalle 20 alle 60 mila lire. Ovviamente il confronto deve estendersi alla spesa per il ristorante, il parcheggio, l`albergo, i divertimenti serali.
E il totale degli esborsi si ingrossa notevolmente, così come la distanza rispetto alle cifre dell`anno scorso: alcuni degli incrementi più forti si registrano nel prezzo di bibite, gelati e pasti, senza particolari differenze tra Nord, Centro e Sud, pur restando naturalmente le differenze tra località più eleganti o più popolari.
Di veri e propri record di salto in alto sono stati capaci in particolare due categorie: parcheggiatori e venditori ambulanti di cocco. Per piazzare un`auto e per addentare una sottile scorza bianca, grazie al trucco dell`equivalenza forzata tra le vecchie mille lire e un euro, spesso si sborsa il doppio rispetto all`estate scorsa. Così è anche per i giochi elettronici degli stabilimenti balneari: nelle fessure per le monetine ieri passavano 500 lire, oggi 50 centesimi.
A Ischia, gli habitué dalla Germania hanno addirittura coniato il nuovo termine «teuro», crasi delle parole euro e teuer, che in tedesco significa «caro». Ma non sono i soli a lamentarsi: «Sull`isola un caffè al banco del bar costa un euro. È uno scandalo: a casa pago al massimo 85 centesimi» si indigna il milanese sulla spiaggia di Citara. Ce l`ha anche con la doccia (fredda) a 50 centesimi. E con i microtaxi tipici dell`isola: con 19 euro per i 17 chilometri dal porto all`albergo battono, in esosità, qualunque concorrente.


La scena è simile a Mondello: sdraiata sui lettini blu e rossi dello stabilimento Kursaal-a-mare, una famigliona di Palermo si compone di sei zii e una decina di nipotini: protestano tutti insieme, e rumorosamente, quando Salvatore, il venditore ambulante d`acqua, chiede un euro per ognuna delle bottigliette da mezzo litro che porta nel frigorifero. «Ma se l`anno scorso le mettevi a mille lire appena!».
A Fregene Francesca, chirurgo romano, si dice «impressionata» dai prezzi del ristorante. Davanti al conto sbatte gli occhi, quasi incredula: «I gestori assicurano che i rincari sono minimi rispetto all`anno scorso. Sarà: con mio marito e con due figli, la differenza la sentiamo veramente». Ma è tutta la girandola dei divertimenti balneari che, ormai, ruota vorticosamente: a Forte dei Marmi, un`ora sul campo di tennis costa 20 euro se giocata in singolo, 24 euro se in doppio; l`anno scorso le tariffe erano rispettivamente di 20 e di 40 mila lire. A Rimini, sostiene Antonio Vitale, operaio di Varese, la giostra dei bambini costava mille lire nel 2001 e quest`anno è arrivata a un euro. Per un massaggio in spiaggia, a Fregene, oggi non si scende sotto i 15 euro: si spendeva intorno alle 20 mila lire l`estate scorsa.
Anche il Codacons ha lanciato l`allarme. L`associazione degli utenti ha calcolato che, «solamente per gli arrotondamenti selvaggi», ogni italiano che andrà al mare quest`anno spenderà in media 10 euro in più al giorno rispetto al 2001. Non è poco: due settimane di ferie estive alleggeriranno le tasche di ben 140 euro a persona. È per questo che il Codacons, insieme ad altre tre associazioni per la tutela dei consumatori, ha proclamato venerdì 5 luglio giornata nazionale di sciopero dei consumi: «Abbiamo protestato» spiega Stefano Zerbi, portavoce del Codacons, «contro tutti gli aumenti ingiustificati». La protesta si è rivolta contro i profittatori ma indirettamente anche contro l`Istat, l`istituto centrale di statistica, che secondo l`associazione non rileverebbe correttamente i rincari e si ostina a tenere segreto il paniere per il calcolo dell`inflazione: un ricorso in materia, da poco presentato dal Codacons al Tribunale amministrativo del Lazio, dovrebbe risolversi a breve.

A dire il vero, c`è anche chi in parte si dissocia dall`allarme generale. Il Telefono blu del turista, un`organizzazione che da anni svolge attività di soccorso per i turisti trasformati in vittima (gli operatori rispondono al numero verde 1780.08.08.08 o sul sito www.telefonoblu.it), sostiene che i rincari in spiaggia non sono poi così elevati. «Noi abbiamo calcolato incrementi dei prezzi con una doppia forbice: tra il 3 e il 5 per cento e tra il 5 e l`8 per cento, a seconda delle località balneari» dice Pierre Orsoni, che di Telefono blu è presidente. Sono comunque aumenti almeno doppi rispetto all`inflazione programmata.
Peraltro, Telefono blu calcola anche un rincaro per i saldi dell`abbigliamento nelle località balneari: sarebbe di poco superiore a 1,2 miliardi di euro la disponibilità di spesa degli italiani per questi imminenti acquisti estivi.
E tenendo conto delle presenze nelle località turistiche, la suddivisione della spesa porterà 550 milioni di euro ai negozianti del Nord, 350 a quelli del Centro, 300 a quelli del Sud e 100 al commercio nelle Isole. Intanto, mentre molti comuni si aggiungono alla grande Operazione mungitura turisti imponendo costosi ticket d`ingresso alla spiaggia (quello di Orosei, in provincia di Nuoro, ha appena stabilito 8 euro per auto), le vacanze degli italiani cambiano.
Assomigliano sempre meno alla lunga villeggiatura di un tempo, sono sempre più un mordi-e-fuggi da fine settimana o poco più: «Anche questo fenomeno» sostiene Orsoni «porta gli operatori meno scrupolosi e meno lungimiranti a colpire duro con i prezzi».

Non basta. La scelta delle vacanze brevissime, condizionata dai costi, provoca paradossalmente nuove uscite: più biglietti di treno e aereo, più benzina, più pedaggi autostradali, più pasti consumati in viaggio. E si allarga anche il periodo più costoso: l`alta stagione non è più ristretta ad agosto, include ormai luglio. A ruota seguono gli adeguamenti tariffari. A modificare le abitudini turistiche contribuiscono anche la paura del terrorismo islamico, fin dagli attentati statunitensi dell`11 settembre 2001, e oggi le ansie per una congiuntura non favorevole. Secondo un`indagine condotta recentemente da Trademark Italia e da Sociometrica, due istituti di studi specializzati, una «possibile recessione» preoccupa il 27 per cento dei vacanzieri, mentre il 35 per cento teme un peggioramento della situazione internazionale. Questi condizionamenti psicologici faranno sì che 65 italiani su 100 sceglieranno località nazionali per la loro estate: erano 57 l`anno scorso. Di pari passo, crollano letteralmente gli esterofili della vacanza: dal 20-25 per cento al 15 scarso.
L`indagine, svolta in febbraio attraverso interviste a oltre 2 mila persone, prevedeva un budget di spesa medio sui 1.110 euro per una famiglia fatta di tre membri: una cifra superiore del 2 per cento a quella dello scorso anno. Le risposte, probabilmente, non consideravano ancora i bruschi rincari della prima estate dell`euro. Difendersi però è possibile. Confrontare, protestare, anche se in vacanza la voglia è poca. E per il Telefono blu aggiunge Orsoni: «Contrattare sempre, anche per vacanze di una settimana. Non fidarsi quando i prezzi non sono esposti. E quando scatta la truffa, chiamare la Guardia di finanza. O noi».


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