Salari, stipendi e prezzi: “Situazione gravissima”
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fonte:
- Italia Sera
I dati diffusi dall’Istat attestano come sia cresciuto il numero delle famiglie in difficoltà, molte delle quali faticano ad arrivare alla fine del mese e addirittura non possono sostenere spese impreviste. “Di questo passo -spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi- si arriverà presto alla ‘sindrome della seconda settimana’, con le famiglie che vedranno esaurite le proprie entrate già attorno al 15 del mese, a causa della costante crescita delle rate del mutuo, dei canoni di affitto, delle tariffe energetiche e dei carburanti. Basti pensare -prosegue- che da fine 2001 a fine 2007, a causa dei continui rincari speculativi che hanno coinvolto prezzi e tariffe e che hanno avuto inizio con l’introduzione dell’euro proseguendo senza sosta negli anni, ogni famiglia ha subito maggiori spese per circa 7.600 euro”. “Il Governo deve intervenire subito su tre fronti -conclude – Quello dei prezzi, incrementando la concorrenza tra operatori e spingendo in ogni modo i commercianti ad una riduzione generalizzata dei listini di almeno il 15%; quello delle tariffe, bloccando per almeno due anni tutti gli aumenti, specie di luce e gas; e quello degli affitti, che nelle principali città hanno raggiunto livelli record costringendo alla fame chi non può permettersi l’acquisto di una abitazione”.
Il Pd. I dati dell’Istat confermano l’esistenza di una “emergenza salari e pensioni”, ma il Governo non interviene, visto che “nella manovra non c’è nemmeno un euro per chi ne ha bisogno”. A parlare è il ministro-ombra del Pd dell’Economia Pierluigi Bersani, conversando con i giornalisti a Montecitorio. “Anche da questo rapporto Istat emerge quello che sapevamo – afferma Bersani – cioè che esiste un colossale problema di forbice sociale, di tenuta del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni”. Bisognerebbe intervenire subito, “anche per rianimare l’economia”, ma “in questa manovra non andrà un euro a coloro che ne hanno bisogno”.
Sindacati. La situazione grave fotografata dall’Istat, reclama una risposta urgente da quanti hanno responsabilità politiche, economiche e sociali nel nostro paese. Lo sostiene il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. “Siamo tutti chiamati in causa dall’ultimo rapporto dell’Istat, nessuno escluso. L’Italia è il paese più in difficoltà in questo momento in Europa. Ci vuole una politica anticiclica per far ripartire il paese in tutti i settori strategici, a partire delle necessarie infrastrutture e dall’energia. Per questo occorre rimboccarsi le maniche e assumersi ciascuno le proprie responsabilità”.
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