Salari: l`aut-aut del sindacato al governo arriva a Capodanno
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fonte:
- Il Gazzettino
REDAZIONE Salari: l`aut-aut del sindacato al governo arriva a Capodanno. Come una doccia gelida. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, dichiara: “L`8 gennaio avremo il primo incontro con l`esecutivo. Sull`impegno del governo di rilanciare il potere d`acquisto dei salari, o troveremo una conferma o sarà sciopero generale“. Un concetto espresso, con toni più morbidi, da Guglielmo Epifani, leader della Cgil: “L`auspicio è che nel nuovo anno, con l`impegno di tutti, si possano finalmente affrontare i temi dei redditi, dei salari e della sicurezza sul lavoro, temi che non possono più attendere“. Eppure Epifani, qualche giorno fa, aveva rivolto un ultimatum durissimo a Romano Prodi: “Il governo ci convochi subito. Se tira a campare sarà sciopero generale“. Interviene anche Luigi Angeletti (Uil): “Tutti gli italiani dovrebbero essere grati al nostro Capo dello Stato per la sua sensibilità e la sua saggezza. Le basse retribuzioni sono un`emergenza per l`economia del nostro Paese“. Per ora la convocazione di martedì prossimo non è stata ufficializzata. Si vedrà. Ma Bonanni avverte il governo: se martedì prossimo l`esecutivo non dovesse presentare un “percorso preciso, i sindacati sono pronti a indire uno sciopero generale già il 15 gennaio“.Sono sul piede di guerra i sindacati confederali. Chiedono fatti, non parole, perché le famiglie italiane non hanno più soldi in tasca e fanno fatica ad arrivare a fine mese. Il Codacons, tanto per rendere l`idea della situazione, ha pubblicato un calendario del 2008, il “Consum-dario“, i cui mesi contano appena 21 giorni. “Il motivo è semplice: gli italiani non riescono ad arrivare alla quarta settimana“, ha scherzato il suo ideatore Gianni Ippoliti. Per i sindacalisti, il governo (che sta mettendo a punto un pacchetto di provvedimenti ad hoc) e i politici tutti devono smetterla di perdersi in chiacchiere su riforme elettorali e istituzionali. Devono tornare ad occuparsi dei problemi veri degli italiani. Prendere esempio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il cui discorso di fine anno è piaciuto molto ai leader sindacali. Nel dibattitto su fisco, salari e potere d`acquisto, entra anche la Confindustria, che dovrebbe incontrare presto i confederali. Maurizio Beretta, direttore di Viale dell`Astronomia, torna a proporre all`esecutivo un vecchio cavallo di battaglia degli industriali: detassare i salari, collegandoli alla produttività aziendale. Un modo, assicura il dirigente confindustriale, per far contenti tutti, lavoratori e imprenditori, perché “in questo modo si favoriscono le performance delle imprese e, contestualmente, i dipendenti potranno avere un salario netto più elevato“.Anche il leader della Cisl vede in un fisco più equo la risposta giusta. A suo dire, però, bisognerebbe tagliare le tasse soltanto dei lavoratori dipendenti perché “perché sono i soli che giocoforza pagano le tasse fino all`ultimo centesimo, a differenza di altri che eludono ed evadono“. Questa la richiesta di Bonanni all`esecutivo: “Chiediamo di usare la leva fiscale per redistribuire una ricchezza che è andata troppo da un lato e poco invece dal lato dei lavoratori e pensionati“. Secondo i sindacalisti, il 2008 deve essere, insomma, l`anno del rilancio del potere d`acquisto di stipendiati e pensionati. L`avvio di un circuito virtuoso per ridare slancio, come dichiara Beretta, al “sistema Italia“. Bonanni va dritto al cuore del problema: “Il 2008 deve essere l`anno per una vera riforma contrattuale. Su questo dobbiamo impegnarci tutti, compresa la classe dirigente italiana. Invece di parlare di riforme lontanissime dai veri bisogni della gente si intervenga sulle urgenze reali, che sono: più salario, più occupazione, più capacità di competere“. Una medesima richiesta viene dalle associazioni dei consumatori. Carlo Rienzi (Codacons) offre le cifre dell“`anno nero per le famiglie italiane“ e dichiara: “Gli operai hanno perduto il 7,9 per cento del loro potere d`acquisto. I pensionati il 15,5“. E questo anno appena iniziato ha già in serbo molte sgradite sorprese: treni Eurostar più cari, aumentano luce e gas. Anche il canone Rai consterà due euro in più. Per Adusbef e Federconsumatori, le famiglie italiane, nel 2008, dovranno sborsare 1.700 euro in più.
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