2 Gennaio 2008

Salari, i sindacati stangano il governo “Chiarezza o sarà sciopero generale“

L`unica cosa certa è che la condizione affinché il governo metta qualche risorsa sulla riduzione delle tasse è un nuovo, ed eventuale, “tesoretto“. “Bisogna essere realisti“, è l`invito rivolto ieri ai sindacati dal sottosegretario all`Economia Alfiero Grandi. “Non si possono fare discorsi sui se e sui ma. Bisogna sapere l`entità della posta in gioco. E, realisticamente, prima del 31 marzo non possiamo sapere se ci sarà un extragettito anche per quest`anno“. Ne fa una questione di rispetto del metodo della concertazione, il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che anche ieri ha insistito affinché il governo si ponga come prossimo obiettivo le retribuzioni e la tutela del loro potere d`acquisto. “Dobbiamo – ha però precisato – perseguire a tutti i costi questo obiettivo, soprattutto per i redditi medio-bassi“. Conferme dell`emergenza redditi arrivano da una ricerca del Codacons dalla quale emerge che il potere d`acquisto dei salari nell`ultimo anno si è ridotto in modo drastico. Il 2007 – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – è stato un anno “nero per le famiglie italiane, che hanno visto scendere il proprio potere d`acquisto a causa delle stangate e dei rincari che si sono verificati in tutti i settori“. Le categorie più penalizzate sono state gli operai e i pensionati, il cui potere si è ridotto rispettivamente del 7,9 per cento e del 15,5 per cento. È andata meglio ai dirigenti (meno 1,4 per cento) e ai quadri (che hanno perso il 3,5 per cento). In una posizione intermedia gli impiegati, i cui stipendi hanno perso il 6,3 per cento nel corso del 2007.

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