Salari, i sindacati pronti a scioperare
-
fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, tende la mano: “Le retribuzioni e la tutela del loro potere d`acquisto devono essere il prossimo obiettivo del Governo. Dobbiamo perseguirlo a tutti i costi. Soprattutto per i redditi medio-bassi“. Ma i sindacati sembrano non fidarsi o, quantomeno, vanno alla ricerca di garanzie. E, con il leader della Cisl Raffaele Bonanni nel ruolo di “capo rivolta“, rilanciano: il Governo deve intervenire subito per rafforzare i salari e il potere d`acquisto dei lavoratori dipendenti. Altrimenti sarà sciopero generale. Per Cgil, Cisl e Uil c`è già una data da cerchiare in rosso sul calendario: l`8 gennaio, martedì prossimo, giorno del previsto – ma non ancora ufficialmente convocato – faccia a faccia col Governo. I sindacati precisano di voler vedere un percorso preciso, in caso contrario, il 15 gennaio, la riunione degli esecutivi confederali potrebbe essere l`occasione per proclamare uno stop generale del mondo del lavoro. la minaccia. “L`8 gennaio avremo il primo incontro con il Governo“, ha ricordato Bonanni, e già allora sull`impegno dell`Esecutivo di rilanciare il potere d`acquisto dei salari “o troveremo una conferma o sarà sciopero generale“. Serve “una soluzione, una definizione della partita presto“ – ha ribadito, ricordando che di sciopero generale in difesa dei salari i sindacati già avevano parlato il 24 novembre scorso a Milano nel corso dell`assemblea dei quadri e dei delegati confederali. “L`auspicio – ha aggiunto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani – è che nel nuovo anno, con l`impegno di tutti, si possano finalmente affrontare i temi dei redditi, dei salari e della sicurezza sul lavoro“. Temi – ha sottolineato – “che non possono più attendere“. Mentre riagganciandosi al discorso di fine anno del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il numero uno della Uil Luigi Angeletti ha sostenuto che “le basse retribuzioni sono un`emergenza per l`economia del nostro Paese“. Anche le associazioni dei consumatori si schierano e ricordano che “il 2007 è stato un anno nero per le famiglie italiane, che hanno visto scendere il proprio potere d`acquisto causa delle stangate e dei rincari che si sono verificati in tutti i settori“. Così, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolineando che le categorie più penalizzate sono state quelle di “operai e pensionati, il cui potere si è ridotto rispettivamente del 7,9% e del 15,5%“, vede un`unica soluzione possibile per evitare la bancarotta a migliaia di famiglie: una seria politica dei redditi in grado di portare stipendi e salari al livello dei lavoratori europei, e l`adozione di misure concrete per contenere la folle e speculativa crescita dei prezzi e delle tariffe in ogni settore“. le rassicurazioni. Pronte, dal fronte del Governo, sono arrivate le rassicurazioni del premier e del titolare del Lavoro. Citando anch`egli l`intervento di Napolitano su salari e stipendi, Romano Prodi ha detto che “questa è stata la parte più operativa del suo messaggio“ ed “è proprio il compito che il Governo si è preso e che ho esposto nella conferenza di fine anno“. Sulla stessa lunghezza d`onda il ministro Damiano, per il quale l`aumento delle retribuzioni e la tutela del potere d`acquisto dei lavoratori dipendenti “devono essere il prossimo obiettivo“ del Governo. “Dobbiamo – ha concluso – perseguire a tutti i costi questo obiettivo. Soprattutto per i redditi medio-bassi“. Una mano tesa ai sindacati dunque. Ma queste prime ore del 2008 sono, per Damiano, anche l`occasione per un primo bilancio di un anno e mezzo di politiche sociali. Lo scalone, innanzitutto: “è stato superato“ e “nel 2008 e fino a giugno 2009 si potrà andare in pensione con 58 anni di età e 35 di contribuzione“. Ma molti di più sono gli “obiettivi rilevanti di carattere sociale“ contenuti nel Protocollo, che “rappresenta un risultato di alto profilo sociale“, il cui contenuto “è sostanzialmente quanto concordato con le parti sociali“ e che quindi rafforza la volontà di “proseguire sulla strada della concertazione“. I fatti, i provvedimenti approvati – secondo Damiano – parlano da soli. “Nel 2008 – ha spiegato – oltre 7 milioni di pensionati avranno miglioramenti. In quasi 3 milioni godranno di un`indicizzazione piena della pensione, fino a 5 volte il trattamento minimo, perché l`indicizzazione è stata portata dal 90 al 100%; quasi un milione di cittadini, e cioè coloro che percepiscono pensioni più alte, avrà un effetto parziale dall`indicizzazione, limitata allo scaglione da 3 a 5 volte il trattamento minimo; quasi 300 mila persone, che hanno pensioni assistenziali, avranno un incremento che porterà la pensione a 580 euro mensili, se con età superiore ai 70 anni o a 60 per gli invalidi civili totali. Circa 3 milioni e mezzo di persone, con pensioni previdenziali e con reddito personale fino a una volta e mezzo il trattamento minimo ed età pari o superiore ai 64 anni, avrà la quattordicesima a luglio, strutturale. Un anticipo – conclude il ministro – è stato dato a ottobre: 300 euro di aumento annuale medio, che saliranno a 400 nel 2008“. Lorenzo Cresci
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
