29 Agosto 2015

Salari fermi, ma sale la fiducia Squinzi: il sindacato è un freno

Salari fermi, ma sale la fiducia Squinzi: il sindacato è un freno

ROMARetribuzioni ancora al palo a luglio, con il blocco della contrattazione nel pubblico impiego. Mentre, sul fronte delle buone notizie, risale la fiducia dei consumatori ad agosto anche se quella delle imprese scende lievemente, lasciando comunque gli indici ai livelli massimi degli ultimi due anni. La fotografia scattata dall’ Istat mette infatti in luce un miglioramento sia dei giudizi che delle aspettative dei consumatori sull’ attuale situazione economica, con una lieve diminuzione anche delle attese di disoccupazione. Più contrastato, invece, il quadro nelle imprese (dove il clima di fiducia sale in quelle del commercio al dettaglio e delle costruzioni e al contrario scende nelle imprese manifatturiere e dei servizi di mercato). Per Confesercenti, sulle imprese italiane «pesa ancora un clima di incertezza» perché «i segnali che arrivano dai mercati, soprattutto da quelli esteri, sono confusi e non permettono di definire uno scenario chiaro e sicuro di ripresa». E, prosegue, «il mutamento dello scenario della domanda internazionale, che appare meno positivo rispetto all’ inizio dell’ anno, influenza soprattutto l’ industria manifatturiera». Da segnalare che sul mercato interno, invece, per le imprese del commercio al dettaglio migliorano le attese sulle vendite future. AUMENTI MINIMI. Intanto, per quanto riguarda gli stipendi, l’ Istituto di statistica certifica una crescita delle retribuzioni contrattuali orarie che si ferma allo 0,1% a luglio rispetto al mese precedente, mentre nel confronto annuo si arriva al +1,2%, comunque sui valori minimi. A pesare è ancora soprattutto il blocco della contrattazione nella Pubblica amministrazione (fino a fine 2015). Nel mese scorso si è infatti registrato un incremento tendenziale delle retribuzioni pari all’ 1,7% per i dipendenti del settore privato, e al contrario una variazione nulla per quelli della Pa. «L’ immobilismo è il principale protagonista» del Paese, affermano Federconsumatori e Adusbef commentando le retribuzioni «ferme»: «Non c’ è più tempo per discutere, è ora di agire», sostengono le associazioni dei consumatori: «Il governo deve attuare in tempi brevi misure che consentano al Paese di ripartire». Il Codacons invece, a proposito dell’ indice della fiducia, parla di dato positivo anche se mette in guardia: «Nei mesi scorsi i dati sulla fiducia di imprese e consumatori sono stati quanto mai ‘ballerinì, aumentando e diminuendo da un mese all’ altro. Una situazione di instabilità che rispecchia la precarietà dell’ economia nazionale, e che non consente ancora di parlare dì ripresa per l’ Italia».Ad essere in attesa del rinnovo del contratto di lavoro sono 4,9 milioni di dipendenti (2,9 milioni nel pubblico impiego): sono 36 i contratti scaduti alla fine di luglio, di cui 15 appartenenti alla Pubblica amministrazione. La stagione del rinnovo, anche nel privato, si annuncia però durissima.SINDACATO SOTTO TIRO. Ieri partecipando alla festa dell’ Unità a Milano, il presidente di Confidustria ha promosso la riforma fiscale annunciata da Renzi, ma ha lanciato un primo affondo contro i sindacati: «Il sindacato in Italia mediamente è un fattore di ritardo, ha fatto tardare tanto l’ ammodernamento e l’ efficienza complessiva del Paese». E fa l’ esempio dello stabilimento veneto di Electrolux, che ad agosto ha faticato a far partire una nuova linea produttiva: «Un sindacato moderno deve avere la capacità di rispondere in maniera corretta per non perdere opportunità di lavoro», conclude Squinzi, lamentando che ci possano «volere due anni per scrivere un accordo sulla rappresentanza». Critiche respinte subito al mittente dai sindacati: «Fattori di ritardo sono le imprese che non investono in ricerca, innovazione, processi e prodotti», ribatte il leader della Uil Carmelo Barbagallo, mentre il leader della Fim-Cisl Bentivoglio, a proposito di Electrolux, lo invita a non confondere tutti i sindacati con la Fiom. Interviene anche il presidente della Commissione Lavoro della Camera, giudicando i giudizi di Squinzi sul sindacato: «ingenerosi e di parte».

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