17 Ottobre 2019

Saipem:caso profit warning,50 azionisti ammessi parti civili

Respinte istanze di altri 700.Prossima udienza Milano a dicembre
MILANO
(ANSA) – MILANO, 17 OTT – Sono stati ammessi soltanto circa 50 piccoli azionisti, sugli oltre 750 che lo avevano richiesto, come parti civili nel processo milanese che vede imputati Saipem, per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, l’ex vicepresidente ed ex ad Pietro Tali e altri 3 imputati, accusati, a vario titolo, di aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Processo con al centro la maxi-vendita del 2,3% del capitale della società prima del ‘profit warning’ del 2013. Lo ha deciso la decima sezione penale di Milano (presidente del collegio Antonella Bertoja) respingendo anche le istanze di costituzione come parti civili di quattro associazioni dei consumatori, tra cui il Codacons. I giudici hanno ammesso la costituzione solo dei 51 azionisti che avevano certificazioni del possesso delle azioni rilasciate da intermediari qualificati. Una costituzione, tra l’altro, ammessa solo nei confronti degli imputati persone fisiche (difesi dai legali Iannaccone, Pelanda, Brusa e Elia) e non della società, difesa dagli avvocati Angelo e Enrico Giarda, citata come responsabile civile e che potrà, però, chiedere l’esclusione nella prossima udienza del 12 dicembre. Tra gli imputati, anche l’ex Coo della Business Unit Engineering & Construction Pietro Varone, l’ex ad Umberto Vergine e l’allora dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Stefano Goberti.(ANSA).

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