1 Dicembre 2021

Saipem, cause legali per il crollo in Borsa

Sono in corso alcune azioni legali contro la società Saipem, con lo scopo di recuperare il valore perso dalle azioni in conseguenza di eventi societari del 2015-2016; l’esito è incerto, come sempre quando si va in tribunale, ma ci sono studi di avvocati che propongono l’assistenza gratuita in ogni fase del giudizio, e alla fine richiederanno un pagamento solo in caso di vittoria. Ne parliamo non solo e non tanto per esaminare il caso Saipem in sé, che è piuttosto ordinario da un punto di vista legale, ma per illustrare come funzionano queste cose in generale, sentendo anche esperti indipendenti.

Al riguardo abbiamo contattato anche la società Saipem che ci ha spiegato di non ritenere opportuno commentare cause legali in corso.

Cominciamo, in un certo senso, dalla fine, cioè dai costi della causa. In realtà non dovrebbe essere questa la prima cosa di cui occuparsi, ma per molti risparmiatori scottati dalle perdite di capitale è la prima delle preoccupazioni, perché (e umanamente si può capire) non sopportano l’idea di rischiare di rimetterci altri soldi. Si prospettano varie ipotesi.

A titolo di esempio, la società Martingale Risk di Roma, specializzata nel contenzioso legale finanziario e nel recupero delle perdite subite a causa di investimenti, ha attivato un’azione negoziale e giudiziale a cui hanno già aderito centinaia di risparmiatori (si può aderire fino al 31 dicembre) non chiedendo alcun anticipo ma solo un compenso pari al 25% oltre Iva degli importi recuperati in via transattiva o sentenza passata in giudicato, «senza richiedere alcun importo a titolo di compenso e/o spese».

Sempre a titolo di esempio, l’associazione di consumatori Codacons fa una diversa richiesta: 300 euro se la somma in gioco è inferiore ai 10.000 euro o 600 se è superiore, più il 10% di quanto eventualmente recuperato dal risparmiatore alla fine. Un giro di telefonate ci ha permesso di appurare che le richieste di Martingale e del Codacons sono da considerarsi ordinarie nel settore legale.

Per quanto riguarda la sostanza del contenzioso, Martingale si attiva a nome dei clienti «per ottenere il risarcimento dei danni subiti dall’investimento in azioni Saipem S.p.A., per le gravi irregolarità commesse da quest’ultima nella redazione dei bilanci d’esercizio relativi agli anni 2015 e 2016 e della documentazione d’offerta inerente l’aumento di capitale del gennaio-febbraio 2016».

Non ci sono certezze legali al riguardo, ma Martingale rileva che «queste irregolarità sono già state sanzionate dalla Consob mediante Delibere n. 20324 del 2/3/2018 e n. 20828 del 21/2/2019 e sono oggetto di investigazione da parte della Procura di Milano». Segue una serie di riferimenti ad atti della stessa Procura e del Tar del Lazio.

Martingale invita ad aderire alla sua azione legale «chiunque abbia investito in titoli Saipem prima dell’11 febbraio 2016». Il termine per aderire, come detto, è il 31 dicembre prossimo.

Al primo contatto viene richiesta una documentazione per fare un’analisi specifica della situazione del singolo cliente. Che documenti servono? Il Codacons spiega che sono necessari gli ordini di acquisto dei titoli ma bisogna anche dimostrare che quei titoli poi non sono stati venduti; ma come si fa a dimostrarlo? Dal Codacons rispondono che «bisogna chiedere alla banca il certificato di possesso continuativo», oltre che le note informative di eseguito acquisti e vendite relativi alle azioni Saipem.

L’avvocato Angelo Castelli di Formia, fra i massimi esperti di cause legali a tutela del risparmio, pur non essendo coinvolto nel contenzioso con Saipem dà questo consiglio: «Le condizioni economiche dell’assistenza legale devono essere stabilite in un patto scritto con il proponente, da controfirmare. Non basta un’assicurazione orale e neanche una semplice lettera in cui è scritto che l’assistenza legale è senza spese, ci deve essere una procura controfirmata».

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