Sacile, un Natale “traino” per i saldi
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fonte:
- Messaggero Veneto
SACILE Ripresina dello shopping prima di Natale 2012: +5% a Sacile, che vola in controtendenza al -20% in conto ai consumi provinciali e nazionali. Numeri alla verifica. «La settimana pre-natalizia – ha confermato Roberto Cao, numero uno di Confidi e Primacomm – non è andata male per molti commercianti sacilesi. A livello provinciale, invece, la stagione è piuttosto critica nei primi dati”. Sui saldi, alla partenza oggi, è una scommessa aperta. A Natale. La conferma è di Giovanna Zuddas dalla boutique “Leyos” in piazza del Popolo. «L’ incasso alla vigilia di Natale è stato pari a quello di metà mese di settembre, il 24 dicembre ha riempito di clienti il negozio. In complesso, le vendite a Natale non sono andate male anche se inferiori a quelle 2011. Facciamo i conti con la crisi e sarà lo stesso per i saldi 2013». I saldi di crisi. La crisi di lavoro e dei salari spolpati dalle tasse morde le tasche e svuota le casse dei negozianti. «Le tredicesime di dicembre sono servite a saldare i conti e a pagare le spese quotidiane – ha valutato Daniela Duz sindacalista Filcam-Cgil -. Lasciando poco spazio ai consumi. La gente non ha soldi e la stagione dei saldi è un’ incognita». Nelle svendite di fine stagione ci sperano soprattutto i commercianti. Le proposte. Gli “hardcore shopper”, come i contabili inglesi chiamano i cacciatori seriali di merce scontata, sono una specie estinta. «Proponiamo sconti -15% e -20% su prodotti selezionati, poi -50% sull’ acqua di colonia – anticipa Giovanna Zuddas -. Abbiamo deciso di chiudere il negozio nell’ Epifania, dopo la corvè di dicembre, ma altri colleghi in centro città saranno a vetrine aperte». Quello che serve al commercio sulla piazza liventina è chiaro a tutti gli shopper. «Più ottimismo – dicono i colleghi di Zuddas – e meno tasse». Le previsioni. La stagione delle svendite potrebbe dare una spallata alla crisi che paga il settore dell’ abbigliamento e delle calzature (hanno perso il 14% nel trimestre di fine 2012), degli elettrodomestici e casa che ha ceduto il 20% (i centri commerciali intorno a Sacile offrono gli sconti). Tutti sperano nei saldi. «Serviranno a salvare il bilancio di gennaio – sperano all’ Ascom -. I pessimisti parlano di un calo delle vendite del 20%, ma non facciamo catastrofismi». La flessione è anche quella “da panico”. La gente ha paura di spendere: lo dicono i sociologi. La speranza. Confcommercio mostra ottimismo spiegando che proprio il flop dell’ ultimo trimestre 2012 potrebbe rivelarsi un vantaggio, grazie ai campionari ancora completi e sconti oltre il 40%. Per Codacons, invece, il calo arriverà al 20%. «Servono manovre strutturali – dice il presidente Ascom Alberto Marchiori -. Provvedimenti di sostegno al lavoro e una detassazione che rilancino la domanda interna e rimettano in moto un’ economia che è ancora lontana dal superamento della crisi». Si giocano tutto in 12 settimane, i commercianti: i saldi invernali sono il 30-40 per cento del fatturato medio dell’ annata. La concorrenza è quella tra le boutique del centro città e le gallerie dei centri commerciali, con il rapporto qualità-prezzo che ha diversi coefficienti. Chiara Benotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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