Sacerdote si schiera con l’ex funzionaria
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fonte:
- Il Resto del Carlino
CASO UNICREDIT SCENDE in campo un sacerdote a difendere a spada tratta l’ex dipendente Unicredit nell’occhio del ciclone per la nota vicenda degli ammanchi milionari. «Sono accuse totalmente infondate – dice con tono accalorato, che non lascia spazio ad incertezze, don Mario Gasparini, pastore della parrocchia dello Spirito Santo, in via Mascagni – confermo che la signora in questione dà spesso una mano in parrocchia e aggiungo che chi la conosce bene sa che le ipotesi che circolano in questi giorni sono totalmente assurde». Il fuoco di fila delle lamentele e delle proteste non scuote la fiducia del sacerdote nella sua parrocchiana: «Non vi è motivo alcuno per cui la persona in questione possa essere tirata in ballo in storie di questo tipo. E con questo ho detto tutto». IERI intanto Bruno Barbieri, vicepresidente del Codacons e legale dei clienti "alleggeriti" ha incontrato i legali rappresentanti di Unicredit. «Abbiamo analizzato insieme le prime otto pratiche spiega Barbieri e i legali rappresentanti di Unicredit ci hanno assicurato che nei prossimi giorni dovrebbero iniziare gli iter per iniziari i rimborsi dei primi casi da noi denunciati». Il rappresentante del Codacons informa inoltre che «i legali di Unicredit hanno chiesto di poter visionare tutta la documentazione relativa agli altri 30-40 casi emersi nei giorni successivi». Barbieri si augura inoltre «che la Procura senta quanto prima la dirigente dell’istituto di credito che è stata indagata, per ricostruire la vicenda ed iniziare a fare piena luce sotto ogni punto di vista». La donna, difesa dagli avvocati Giovanni Tarquini e Paola Fontana, non ha rilasciato dichiarazioni. In procura, a quanto risulta, è giunto un solo esposto-querela. L’altro giorno i legali della ex funzionaria avevano scritto ai giornali sottolineando che la loro assisita «è stata sottoposta a un inaccettabile linciaggio morale, in relazione a fatti, circostanze ed episodi ancora tutti da verificare». I due legali avevano aggiunto: «L’interessata attende con fiducia e serenità l’esito delle indagini in corso, ribadendo di aver sempre svolto il proprio lavoro con dedizione e professionalità».
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