Saccomanni: «Fronte comune fra governo, banche e imprese»
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fonte:
- La Sicilia.it
fabrizio saccomanni New York. Un fronte comune per rompere la spirale del pessimismo: governo, banche e imprese devono lavorare insieme per rilanciare l’ economia. Un rilancio che passa anche per una riallocazione del carico fiscale, riducendo le imposte su lavoro e imprese e reperendo fondi altrove tramite la lotta all’ evasione. Negli ultimi mesi da direttore generale della Banca d’ Italia, il neo ministro dell’ Economia Fabrizio Saccomanni, ha delineato la sua ricetta per l’ economia italiana, che ora dovrà attuare come titolare del dicastero di Via XX Settembre già da oggi, dove entrerà ufficialmente dopo il passaggio di consegne avvenuto ieri con il suo predecessore Vittorio Grilli. «Un grande patto per l’ Italia. Meno tasse, più crescita, tagli alla spesa» è la ricetta di Fabrizio Saccomanni. Il suo piano prevede il coinvolgimento di banche, imprese e consumatori in uno «sforzo coordinato» per arrivare a un grande patto, in grado di rimuovere il «fattore di incertezza psicologica». «L’ Italia sconta un problema di crescita» ha detto nella sua ultima uscita pubblica a livello internazionale come numero due di Palazzo Koch. Era a Washington, solo una settimana fa, sul palcoscenico del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). «Il problema da noi – sono state le sue parole – è la crescita: servirebbe una ricomposizione del bilancio pubblico per dare sostegno alle imprese e alle fasce deboli. Questa è un’ impostazione di tipo politico che solo un governo può dare». E Saccomanni nel governo è entrato: starà a lui delineare la strada della crescita e della ripresa. E starà sempre a lui contribuire al recupero della fiducia essenziale contro la «spirale di pessimismo che si è venuta a creare» e che va spezzata. Una delle sue prime sfide sarà l’ Imu, così come – più in generale – la pressione fiscale che grava sugli italiani. «Abbiamo detto tante volte che la pressione fiscale è eccessiva, soprattutto su chi paga regolarmente le tasse» aveva detto lo scorso ottobre da Capri intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria. «Bisogna riallocare il carico fiscale, ridurre le imposte su lavoro e imprese e trovare i fondi altrove, tramite la riduzione delle spese improduttive e dell’ evasione», oltre a «nei limiti del possibile, caricare le quote più alte di reddito e ricchezza del paese». Il tutto con un occhio ai conti pubblici. «Tutti vedono» da questo punto di vista che «l’ Italia sta meglio di altri paesi»: «il problema è la crescita» dalla quale dipende anche il mercato del lavoro. «È chiaro – ha detto solo una settimana fa – che la sostenibilità della finanza pubblica è legata alla ripresa della crescita e su questo fronte non abbiamo fatto granchè». Da qui l’ invito a uno «sforzo coordinato di governo, banche e imprese» per il rilancio del paese. «Il governo deve bloccare il prestito da 4 miliardi di euro, destinato a Mps». Il Condacons rivolge un appello a Saccomanni, e chiede di non «regalare» 4 miliardi di euro alla banca senese, perchè è «un’ operazione suicida, che avrà pesanti ripercussioni per le casse dello Stato». Il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, propone invece di trasferire le azioni di Mps allo Stato, per destinare la somma a «rimborsare i cittadini dei soldi spesi per l’ Imu sulla prima casa». Per il Codacons, inoltre, il nuovo governo «deve costituirsi parte civile» nella causa intentata da Mps contro Nomura e Deutsche Bank, chiedendo un «maxi-risarcimento danni». L’ associazione ha annunciato inoltre che interverrà nell’ assemblea di Mps di oggi, «per chiedere che non venga approvato il bilancio 2012 per evidenti irregolarità». G. G. 29/04/2013.
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