Sacchetti a pagamento, scatta la rivolta
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fonte:
- Corriere dell`Umbria
A ROMA- Associazioni dei consumatori in rivolta dopo l’ obbligo, scattato a Capodanno di imporre il pagamento dei sacchetti della spesa per imbustare frutta e verdura, ma anche carne, pesce e affettati nei negozi e nei supermercati. Un obbligo conseguente la messa bando dei sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri precedentemente utilizzati per gli stessi scopi. Aal loro posto infatti ci devono essere degli shopper biodegradabili e compostabili. L’ Adoc sostiene che se i prezzi non varieranno, la maggiore spesa per il singolo consumatore dovrebbe attestarsi sui 6 euro l’ anno, che potrebbero salire fino a 15 euro per la famiglia composta da due adulti e un bambino. L’ Adoc parla quindi di “un rincaro contenuto ma che poteva essere evitato se il governo avesse previsto alternative, ecologiche e sostenibili, ai nuovi sacchetti biodegradabili”. Il calcolo, spiega una nota, si basa sul prezzo medio rilevato di 3 centesimi di euro a sacchetto, moltiplicato per un acquisto di circa 200 sacchetti l’ anno. Secondo un sondaggio condotto dalla stessa associazione, il 65 per cento dei consumatori sarebbe comunque d’ accordo con la scelta di introdurre questo tipo di sac Fotomontaggio sarcastico La foto ritwittata da Matteo Renzi ieri per rendere nota la sua risposta postata su Facebbok chetti. Un dato che però non è condiviso da un’ altra associazione di consumatori, il Codacons che sostiene che invece l’ 85 per cento dei consumatori italiani è nettamente contrario alla nuova norma che, a partire dal primo gennaio scorso, impone che i sacchetti della spesa. Il Codacons, in particolare, rende noto che che ha svolto una indagine a campione tra i propri iscritti. Gli italiani, spiega l’ associazione, non hanno affatto gradito la novità introdotta, che viene vista dal 69 per cento del campione intervistato come “l’ ennesima trovata per imporre nuovi costi a carico delle fa miglie”. Per tale motivo il Codacons annuncia che presenterà nella giornata di oggi una diffida al ministero dello Sviluppo economico, affinché emani una circolare che autorizzi i consumatori a portare da casa shopper per la spesa o buste trasparenti in grado di verificarne il contenuto. Se non sarà accolta tale richiesta, l’ associazione avvierà “clamorose forme di protesta nei supermercati, lanciando lo sciopero dei sacchetti e spingendo i consumatori a pesare ad uno ad uno i prodotti ortofrutticoli passandoli singolarmente in cassa pur di non pagare l’ ingiusto bal zello”. “Non si capisce perché il governo abbia unilateralmente deciso che il costo dei sacchetti sia a carico dei consumatori e non delle catene commerciali o degli esercenti”, spiega il presidente Carlo Rienzi. “Cosa ancora più incomprensibile -prosegue il numero uno di Codacons – è il divieto di utilizzare shopper portati da casa o le vecchie borse a rete molto utilizzate in passato, soluzioni che permetterebbero da un lato di ridurre il consumo di plastica e proteggere l’ ambiente, dall’ altro di evitare inutili costi a carico delle famiglie”.
pietro paolo savini
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