11 Gennaio 2018

Sacchetti a pagamento, l’ ira di Codacons e Ascom

l’ ascom: «le cure proposte peggio della malattia» sergio bertanza alimentaristi
BATTAGLIA PORDENONE Non accennano a placarsi le proteste per l’ introduzione dei sacchetti ultraleggeri per alimenti che dal primo gennaio devono essere ceduti a pagamento e che hanno fatto infuriare esercenti e consumatori. A rinfocolare le proteste sono ora gli Alimentaristi dell’ Ascom di Pordenone e il Codacons Fvg. I primi – per bocca del loro presidente Sergio Bertanza, titolare di un supermercato di quartiere a Fontanafredda – chiamano in causa direttamente le pubblica amministrazione colpevole, tra l’ altro, a loro avviso, di non aver accolto la richiesta della Fida (la federazione nazionale degli alimentaristi) di non elevare sanzioni, «peraltro pesanti nei confronti delle nostre attività») per un periodo di sei mesi così come ora da parte di esponenti di Governo si ipotizzano «soluzioni fantascientifiche come quelle dell’ utilizzo dei sacchetti portati da casa dai clienti con l’ obbligo da parte degli eserecenti di verificarne l’ idoneità. Soltanto chi non ha mai lavorato in un punto vendita – rincara Bertanza – può pensare che sia una soluzioni percorribile e non un modo per creare contenziosi con i clienti e confusione in caso di eventuali controlli. Cerchiamo almeno di applicare cure che non siano peggiori della malattia». Intanto il Codacons annuncia di aver lanciato anche in Friuli la battaglia contro i sacchetti biodegradabili a pagamento. L’ associazione ha pubblicato sul proprio sito internet un’ azione collettiva attraverso la quale i consumatori della regione potranno contestare l’ addebito degli shopper sullo scontrino, denunciando la prassi di molti esercizi commerciali di applicare il costo del sacchetto anche quando si acquistano prodotti ortofrutticoli sfusi. Con questa iniziativa, il Codacons mette a disposizione dei cittadini che hanno acquistato articoli alimentari freschi e sfusi senza chiedere il sacchetto bio, ritrovandosi però addebitato sullo scontrino il costo dello shopper, «una denuncia-querela attraverso la quale chiedere alle autorità competenti controlli e verifiche alla luce della possibile fattispecie di truffa (art. 640 c.p.) e/o qualsiasi altra fattispecie criminosa e affermare la propria qualità di parte offesa nel caso in cui siano aperte indagini. Il Codacons ha inoltre inviato una formale diffida alla Gdo e alle catene di super e ipermercati in cui si intima di permettere ai consumatori di introdurre nei punti vendita della regione buste della spesa e sacchetti riutilizzabili per imbustare frutta, verdura e altri generi alimentari e di non addebitare loro alcun costo nel caso in cui non usino gli shopper forniti dall’ esercizio commerciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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