4 Gennaio 2018

Sacchetti biodegradabili obbligatori a partire dal 1° gennaio 2018

Il loro termine tecnico è “bioshopper”, e sono i sacchetti biodegradabili che si utilizzano per imballare frutta, verdura e i vari prodotti di macelleria, panetteria e gastronomia. La novità è che, a partire dal 1° gennaio 2018, si dovranno utilizzare obbligatoriamente in modo da sostituire le buste di plastica.Si tratta di una scelta ecologica, pensata per dare un segnale concreto che si vuole combattere l’ inquinamento legato alle microplastiche che, da anni, sono purtroppo riversate in mare. I sacchetti biodegradabili, però, non si potranno portare da casa e si dovranno invece acquistare nell’ esercizio commerciale apposito.Il loro prezzo oscillerà tra gli 1 e i 5 centesimi, una cifra irrisoria che non va a incidere nel bilancio delle famiglie. Se i “bioshopper” sono obbligatori lo Stato prevede delle multe davvero salate nei confronti della salumeria, o del supermercato, che ne sarà sprovvista. Le sanzioni potranno partire da un minimo di duemila euro a un massimo di venticinquemila.Naturalmente non potevano mancare le polemiche, non tanto per l’ obbligo di utilizzare i sacchetti biodegradabili, ma per l’ aumento che essi andranno a incidere alla spesa domestica per gli italiani. A parlarne è il Codacons che prevede un aumento dei costi tra i venti e i cinquanta euro annui.Si tratterebbe di una cifra che le famiglie dovranno sostenere, un notevole aggravio fiscale per i consumatori. Ed è proprio questo motivo che Carlo Rienzi, presidente del Codacons, parla di una tassa occulta che il Governo intende far passare sotto silenzio.Meno pessimista è l’ Adoc (Associazione Difesa Orientamento Consumatori) che, in suo recente studio sull’ argomento, abbassa a diciotto euro la spesa annua degli italiani in merito ai sacchetti biodegradabili. Intanto, Coop e altri grandi gruppi, si sono già preparati per fornire ai clienti i “bioshopper” previsti dalla legge, puntando su un prezzo base di soli due centesimi.Ma si potranno riutilizzare i “bioshopper”? E’ quanto intendono fare alcuni comuni italiani. L’ idea è di usare i sacchetti biodegradabili per la raccolta dell’ umido, in modo da far risparmiare a milioni di famiglie l’ acquisto di altre buste utilizzate per la differenziata.Insomma, pur rispettando le legittime posizioni del Codacons bisogna dire che questa iniziativa era necessaria. Ogni anno, solo in Europa, si stima a oltre un miliardo il consumo annuo di sacchetti di plastica che, purtroppo, spesso finiscono nei mari, soprattutto nel Mediterraneo. Un fenomeno che causa la morte di migliaia di animali marini e di uccelli, oltre a danneggiare il nostro ecosistema.Per questo motivo anche l’ Italia doveva prendere una posizione chiara con gli altri Paesi, tra cui la Croazia, che, ad esempio, ha predisposto una tassa aggiuntiva, oltre all’ obbligo dei “bioshopper”.

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