I sacchetti biodegradabili e quelli indistruttibili negli oceani
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fonte:
- La Sicilia
MARIO GRASSOSACCHETTI BIODEGRABILI. Due significanti per definire un solo oggetto: il sostantivo sacchetto, diminutivo di sacco, e l’ aggettivo biodegradabile, per dare nome a una qualità che è propria dei materiali decomponibili in modo biologico, cioè naturale, senza lasciare scorie inquinanti. Distinzione importante in quanto c’ è stato un periodo, lungo tutta la metà del secolo scorso e il primo decennio del Duemila, in cui abbiamo fatto largo uso di sacchetti di plastica, risultati indistruttibili e inquinanti e proprio per questa ragione banditi, fin dal 2011 da precise norme dell’ Unione europea, con l’ aggravante che fino a oggi, tali norme non risultano accettate dalla Romania e dalla Spagna. L’ uso di sacchetti biodegradabili si rende utile per la praticità di potere contenere merce acquistata per le spese del vivere quotidiano: pane, pasta, frutta. I sacchetti consigliati fanno da contenitore monouso, e sono di carta o di materia biodegradabile, appunto. La praticità e il costo minimo del sacchetto (da uno a cinque centesimi, come da norma Codacons) aggiunto, per dovere verso l’ utente, alla distinta in striscia relativa alla spesa sulla merce acquistata. MONOUSO. Potrebbe sembrare strano che in un Paese afflitto da gravosi problemi, in parte derivanti dalla serpeggiante crisi economica e da mille altre contingenze più o meno croniche e persino drammatiche, ci si arrovelli dietro problemi come quello del centesimo da spendere per un sacchetto biodegradabile, fino a distinguere sul poterlo portare da casa per non pagarlo (un centesimo o due) alla cassa del negozio o supermercato che lo fornisce per collocarvi la merce acquistata. Ma non è compito del vocabolario il potere discettare su certi fenomeni a carattere sociale, spesso posti e agitati da passioni politiche da bassa macelleria. Il problema è quello del monouso, cioè oggetto da usare per una sola volta e per un solo scopo. Monouso è aggettivo invariabile ed è nel vocabolario dell’ italiano fin da 1983, lo troviamo adoperato per esaltare cautele igienico-sanitarie, come l’ usa e getta di una siringa o di un sacchetto biodegradibile utile per contenervi la merce alimentare e non, acquistata per uso alimentare o domestico. OCEANO. La radice greca di oceano rinvia al nome di un dio della mitologia, identificato con un immenso fiume che cinge la terra (okeanós – potamós). L’ accezione moderna di oceano identifica le distese di mare che separano le masse continentali, distinte in Artico, Antartico, Atlantico, Indiano, Pacifico. Troviamo la voce adoperata figuralmente: «Un oceano di spighe al vento»; «Una goccia nell’ oceano» e «Oltre oceano» per alludere all’ America. Oceano quindi come immensa distesa di mare che circonda i continenti. Ebbene, da che siamo col tema del biodegradabile, fermiamoci a considerare i cento miliardi di sacchetti di plastica indistruttibile, che vengono prodotti ogni anno nella sola Europa, e che una volta finiti in mare si destinano a uccidere per soffocamento tartarughe marine, delfini e altri pesci, che per istinto le inghiottono.
mario grasso
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