5 Gennaio 2018

Sacchetti bio, via libera a quelli portati da casa Ma è ancora polemica

 

Stefano Secondino ROMA Non si fermano le polemiche sui sacchetti bio per l’ ortofrutta a pagamento, e il ministero della Salute interviene: sì alle buste monouso portate da casa, ma no al riutilizzo, per motivi igienici. «Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, spiegano al Ministero, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti». «Il riutilizzo dei sacchetti – precisa il direttore generale del ministero, Giuseppe Ruocco – determinerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche». Il titolare dell’ esercizio commerciale «avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l’ ido neità dei sacchetti monouso introdotti». «Il fatto che si possano portare da casa sacchetti nuovi per la spesa di frutta e verdura è pura teoria ribatte il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli , perché il consumatore per essere in regola dovrà trovare esattamente quelli che si usano nei punti vendita, dello stesso peso, biodegradabili e biocompostabili. Quello che chiediamo ai ministeri è più semplificazione e più chiarezza». Sia il Codacons che l’ Unione nazionale consumatori denunciano che alcuni supermercati fanno pagare i sacchetti a chiunque acquista ortofrutta, anche se non li usa (per esempio attaccando l’ adesivo col prezzo sul prodotto). Il Codacons annuncia un esposto per truffa a 104 procure. Intanto un portavoce della Commissione europea ha spiegato oggi che la direttiva sui sacchetti a pagamento (recepita in Italia al primo gennaio) nasce dalla «grande preoccupazione» per i 100 miliardi di buste di plastica prodotte ogni anno e destinate a restare nell’ ambiente per 100 anni. La norma europea si basa sul principio “chi inquina paga”. Tutti i Paesi Ue, ad eccezione di Spagna e Romania, l’ hanno già recepita. Le borse di plastica di qualsiasi tipo «non possono essere distribuite a titolo gratuito» dai supermercati, spiega il Ministero in una circolare diffusa oggi e «il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino”. Intanto su Twitter continuano le polemiche e le accuse al Pd di favoritismo alla Novamont. Ma molti difendono il provvedimento e qualcuno la butta sul ridere inventando nuovi slogan. Certo, sui social network non si placano le polemiche. Sulla scia dell’ hashtag di Twitter #sacchettibiodegradabili, Ferdinando scrive: «La sinistra ha saputo mettere solo tasse. L’ ultima quella sui #sacchettibiodegradabili, una truffa con la scusa del benessere dell’ ambiente, contro i Cittadini sempre più poveri…». Fra chi sostiene il provvedimento, gp fa due conti: «Faccio la spe sa in Esselunga. I sacchetti biodegradabili costano 0,01. 20 sacchetti quindi costano 0,20. Sempre in SL, una confezione con 20 sacchetti per l’ umido costa 2,20. Ora, ogni 20 sacchetti, risparmio 2».

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