9 gennaio 2018

SACCHETTI BIO A PAGAMENTO: DENUNCIALI!

I FATTI

Dal 1° gennaio 2018 i consumatori si confrontano con una grande novità: i sacchetti per imbustare frutta e verdura nei supermercati sono diventati  a pagamento. I sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri – utilizzati anche per carne, pesce, prodotti di gastronomia e panetteria – sono stati, infatti, sostituiti dagli shopper biodegradabili e compostabili a pagamento (con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento). L’Italia, dopo l’apertura di una procedura di infrazione, ha recepito la direttiva Ue del 2015 in materia di prevenzione e riduzione dell’impatto degli imballaggi sull’ambiente. L’articolo 9-bis della legge di conversione 123/2017 – il cosiddetto decreto Mezzogiorno approvato lo scorso agosto – prevede che i sacchetti in questione non possano essere distribuite a titolo gratuito. E – recita la norma – «il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite». La norma non riguarda solo la grande distribuzione, ma anche i piccoli negozi.

 

LE POLEMICHE

In assenza di provvedimenti amministrativi di fissazione del prezzo dei suddetti sacchetti, a oggi vi è sul punto piena discrezionalità dei supermercati e degli esercenti. Nei primi giorni di applicazione delle nuove regole il prezzo, non a caso, varia da 1 a 3 centesimi nei vari supermercati.

Non solo: i consumatori non potranno portare da casa i sacchetti da utilizzare all’interno del supermercato per imbustare frutta, verdura, ma anche il pane e altri alimenti sfusi, per “ragioni igieniche”. Anche per questo sui social, e tra i banchi di mercati e supermercati, è esplosa la polemica.

L’INIZIATIVA CODACONS

Il Codacons, di fronte a questa situazione, ha deciso di intervenire. Per i consumatori che abbiano acquistato articoli alimentari freschi e sfusi senza chiedere il sacchetto bio, e che si siano trovati comunque addebitato in conto il costo del sacchetto stesso, l’Associazione ha deciso di mettere a disposizione una denuncia-querela.

In questo modo è possibile chiedere di predisporre tutti i controlli necessari al fine di accertare la rispondenza alla realtà dei fatti riportati, accertando a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili ipotesi di truffa ex art. 640 c.p. e/o qualsiasi altra fattispecie criminosa. Inoltre è possibile affermare la propria qualità di parte offesa, riservandosi la facoltà di promuovere la costituzione di parte civile nel procedimento penale che eventualmente dovesse essere instaurato a seguito dei fatti esposti.

 

PER ADERIRE

Per aderire a questa iniziativa clicca qui.

L’iscrizione avviene tramite l’invio di un SMS al numero 4892892 con il testo 203 CODACONS 2018 al costo onnicomprensivo di € 2,03, di cui una parte destinata:

  • alla campagna sociale in favore dell’Associazione Mary Poppins www.assomarypoppins.it che si occupa dei bambini ricoverati nel reparto di oncologia del Policlinico Umberto I di Roma;
  • all’Istituto Internazionale di Scienze Mediche Antropologiche e Sociali I.I.S.M.A.S. www.iismas.it attivo nel campo della ricerca medica a favore delle popolazioni più povere dell’Africa, dell’America Latina e del Sud-Est asiatico.

 

 

 

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