13 Maggio 2018

Sacchetti bio, il grande flop due su tre ancora in plastica

Due sacchetti su tre, fra quelli utilizzati dagli ambulanti del mercato per imbustare frutta e verdura, non è in regola. E non lo è neppure il 60 per cento degli shopper che si trovano negli ortofrutta della città. La denuncia arriva dal Codacons che ha battuto a tappeto le principali città italiane per verificare la tipologia dei sacchetti forniti al di fuori dei supermercati e che, di fronte all’ esito della sua verifica, ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Padova in cui chiede il sequestro dei sacchetti non a norma.Dopo le polemiche di inizio anno, quando l’ introduzione dei sacchetti bio a pagamento aveva scatenato un’ ondata di proteste soprattutto sui social, il Codacons ha voluto verificare sul campo l’ attuazione del “Decreto mezzogiorno” che aveva introdotto l’ obbligo di usare bioshopper, ossia sacchetti con un contenuto di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento. E invece a Padova la maggior parte dei sacchetti non è quella prevista dalla legge. Nei mercati locali, denuncia l’ associazione, il 69% dei banchi utilizza sacchetti di plastica non biodegradabile (ma la media nazionale è del 72,1%, dunque perfino più alta), mentre nei frutta e verdura la quota di irregolari scende al 60% (con una media nazionale del 67). E poi in giro ci sono anche gli shopper “fallaci”, ossia spacciati per bio e ma di plastica comune: sono il 12% al mercato e del 16% negli ortofrutta. Sui banchi dei mercati – denuncia l’ associazione – solo il 19% dei sacchetti è risultato in regola, cioè biodegradabile in tre mesi e trasformabile in fertilizzante compost. Nelle frutterie, invece, in regola è il 24% degli shopper.

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