9 Novembre 2012

Sac: «Il “Piano” come tutti sanno non era immune da disagi». Proteste dei consumatori

Sac: «Il “Piano” come tutti sanno non era immune da disagi». Proteste dei consumatori

In merito alla notizia del volo Roma-Catania AZ 1735 atteso a Sigonella per le 22.44 di mercoledì sera e dirottato a Palermo, la Sac precisa che tutti i vettori che hanno aderito al Piano Sigonella 2012 (predisposto da Aeronautica Militare, Enac e Sac) sono a conoscenza delle limitazioni operative della base dove – come documenta il decreto siglato in ottobre dal Ministero della Difesa di concerto con quello dei Trasporti e Infrastrutture – il traffico militare ha comunque la priorità su quello civile. Per l’ Enac c’ era anche un problema di sicurezza dovuto alla “ridotta visibilità sulla pista”. Proprio per le caratteristiche infrastrutturali dell’ aeroporto di Sigonella, per ragioni di sicurezza è consentito al traffico civile di effettuare una sola operazione alla volta sulla cosiddetta “Area di movimento”, ovvero l’ insieme di pista, raccordi e piazzali sui quali si muovono gli aeroplani. Alle limitazioni elencate si aggiunge poi la variabile del traffico militare che, per la sua stessa natura di missione, non può essere programmata e prevista nel piano voli. Sac sottolinea come il Piano Sigonella, sollecitato dalla comunità e dalle imprese del territorio, sostenuto dalla deputazione nazionale e regionale e interamente autofinanziato dalla stessa società di gestione di Fontanarossa, non era immune da disagi e ostacoli quotidiani per i quali si è sempre chiesta la collaborazione e la tolleranza da parte degli utenti. Da parte loro, l’ Aeronautica Militare del 41° Stormo e tutti gli operatori aeroportuali – compagnie aeree, handlers, addetti security, imprese di trasporto, Enac e gli altri enti di Stato – sono costantemente impegnati H24 dal 5 novembre e fino a tutto il 5 dicembre a garantire la mobilità ai passeggeri, scongiurando la paventata chiusura dello scalo, il più grande della Sicilia e di tutto il Sud Italia, con tutte le conseguenze del caso. Per l’ avv. Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons, che annuncia in una nota l’ invio di un esposto all’ Enac, «si tratta di un fatto grave, preludio di enormi possibili altri disagi per i prossimi voli in programma nel periodo di chiusura delle piste». «I responsabili – continua Petrone – dovrebbero essere sostituiti, visto che la chiusura della pista era in programma da tempo e che i voli sono a loro volta programmati secondo orari specifici. Non è tollerabile né che non sia stato consentito l’ atterraggio su Catania, né che la gente sia stata costretta a passare buona parte della notte in giro o in pullman, senza nessuna assistenza». Sulla vicenda interviene anche la Confconsumatori, secondo cui «i disservizi che si sono registrati nei primi giorni di applicazione del piano Fontanarossa-Sigonella impongono, al di là delle legittime proteste dei passeggeri, alcune riflessioni». «Che il piano dovesse scontare una fase di criticità iniziale era prevedibile – si legge nella nota – e quindi ci auguriamo che quanto accaduto nelle prime ore possa costituire il presupposto per operare quelle scelte immediate necessarie a un aggiustamento “in progress”. E se era prevedibile il numero di addetti necessari a garantire l’ espletamento delle varie procedure, siamo ben consapevoli che alcune criticità che sono sopraggiunte non erano prevedibili». «A questo punto – commenta Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia – per gli altri 25 giorni che restano ancora, le soluzioni sono due: la trasparenza o la conflittualità. Siamo ben consapevoli del grande sforzo organizzativo fatto e, ancor più, diamo atto della scelta operata di garantire le partenze da Catania, che è andata a beneficio dei passeggeri. Proprio per questo auspichiamo che tutto ciò non vada sprecato dai disservizi delle prime ore. Le ragioni si possono comprendere solo se qualcuno le spiega. I passeggeri, siciliani e non, hanno dato già prova, non solo nel recente passato, di grande ragionevolezza». «Al di fuori di questo dialogo trasparente – conclude Calì – resta la seconda opzione, cioè la conflittualità, l’ ultima strada da percorrere». 09/11/2012.

 

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