Sabato notte torna l’ ora legale: lancette avanti di 60 minuti
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fonte:
- il Tirreno
da Iltirreno.it
Torna l’ ora legale. Alle due di notte di domenica 29 marzo le lancette dell’ orologio dovranno essere spostate un’ ora in avanti . Si avrà così un’ ora di luce in più al giorno, ma un’ ora di sonno in meno per i cittadini. “Un cambiamento che tuttavia non trova tutti favorevoli – afferma il Codacons -. Circa l’ 80% dei cittadini italiani, infatti, accoglierebbe con favore una eventuale abolizione del passaggio da ora solare a ora legale, e preferirebbe mantenere tutto l’ anno l’ ora legale. Questo perchè il passaggio da un orario all’ altro comporta conseguenze per l’ uomo e non è immune da svantaggi”. Per tale motivo il Codacons chiede di abolire l’ ora solare, mantenendo tutto l’ anno l’ orario legale. “Sono numerosi gli “effetti collaterali” legati allo spostamento delle lancette in avanti – afferma il Codacons – innanzitutto si registra nell’ essere umano una sorta di “jet lag” che produce un’ alterazione dei ritmi cardiaci, effetto che dura mediamente sei giorni a partire dal cambio d’ orario. Seguono poi stress, stanchezza, spossatezza, inappetenza, problemi d’ umore e difficoltà di concentrazione. Per non parlare dei disagi legati all’ aggiustamento dell’ orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie ecc”. Col ritorno dell’ ora legale tornano anche disagi emotivi e psicofisici che colpiranno il 15 per cento degli italiani, ovvero più di 9 milioni. Affaticamento, irritabilità, emicrania e insonnia, sono i principali sintomi dello spostamento delle lancette un’ ora avanti. Almeno secondo quanto riferito dagli esperti dell’ Università La Sapienza di Roma. Neanche i bambini saranno risparmiati. Secondo Codacons un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ ora legale. I sessanta minuti di sonno in meno saranno quindi estremamente deleteri per la salute degli italiani e gli effetti negativi colpiranno sia i “gufi”, le persone che prediligono coricarsi alle ore piccole, sia le “allodole”, i mattutini che amano godersi le prime ore di luce del giorno. Secondo lo psichiatra Michele Cucchi, direttore Sanitario del Centro Medico Sant’ Agostino di Milano, ad influire sui processi fisici e mentali è la cronobiologia, una branca della biologia che studia i fenomeni ciclici negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solare e lunare. “Le attività ormonali e cerebrali che regolano il sonno e le malattie dell’ umore – ha spiegato l’ esperto – sono contraddistinte da una ritmicità periodica, determinata dal susseguirsi dei giorni, delle stagioni e degli anni. A dimostrare questo processo esistono molte teorie derivate da evidenze scientifiche, che indicano la depressione come malattia tipica dei ritmi biologici. L’ alterazione dei fenomeno ciclici interviene sui meccanismi che generano la sindrome depressiva, fatta infatti non solo di male di vivere, pessimismo, sensi di colpa e apatia ma anche di sintomi più fisici più intuitivamente riconducibili ai ritmi circadiani come insonnia e inappetenza,con una oscillazione della gravità della sintomatologia nel corso della giornata”. I disagi sarebbero dovuti alle variazioni della quantità di luce che assorbiamo nell’ arco di una giornata.
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