8 Febbraio 2007

Sabato Brescia-Bari in un Rigamonti deserto

BRESCIA – Varato ieri il decreto legge, è arrivato anche l`ok del commissario straordinario della Figc Luca Pancalli per la ripresa dei campionato professionistici nel week end. Dunque il Brescia sabato alle 16 affronterà il Bari nell`ambito della seconda giornata del girone di ritorno, mentre la sfida di Piacenza, che avrebbe dovuto inaugurare sabato scorso la fase discendente del campionato dovrebbe essere recuperata martedì 13. Tra le certezze di queste ore, quella che non si giocherà la sera, come era sempre accaduto per le partite infrasettimanali: il Governo ha infatti proibito la disputa per tutto il mese di febbraio di partite in notturna. Un`altra certezza è che lo stadio “Rigamonti“ non è a norma (in serie B lo sono soltanto il “Braglia“ di Modena, il “Via del mare“ di Lecce e il “Picco“ di La Spezia) e quindi la partita con il Bari, si disputerà “a porte chiuse“. E sarà la prima volta nella storia del Brescia. Ma cosa si intende esattamente per “porte chiuse“, ovvero per chi le porte saranno invece aperte? Abbiamo girato la domanda all`addetto stampa del Brescia calcio, Stefano Gelona, il quale ha risposto di essere in attesa di indicazione circostanziate, che non possono che provenire dal Ministero dell`interno. I precedenti a livello nazionale non dovrebbero far testo, in quanto superati dall`attuale decreto. Ci si attende un`interpretazione molto rigida del concetto di “porte chiuse“, come d`altronde è avvenuto ieri allo stadio dei Pini di Viareggio dove alla gara Fiorentina-Maccabi Haifa è stato impedito l`accesso all`allenatore della Primavera del Milan, Filippo Galli. Un comportamento che, per estensione, induce a pensare che al “Rigamonti“, così come negli altri stadi nei quali si giocherà a porte chiuse, non potranno entrare i tesserati Figc non direttamente coinvolti nella partita che si disputa e neppure gli iscritti all`Aia, ovvero arbitri e assistenti. “In questo momento – ha osservato Gelona – non sappiamo neppure se sono valide le nostre tessere di servizio“. E gli abbonati? Fuori. Le società protestano, a partire da quelle che hanno venduto più tessere. “La proposta della Lega – ha dichiarato Galliani – è di fare entrare gli abbonati e solo quelli. Li conoscono tutti e non creano problemi“. Piepaolo Marino, direttore generale del Napoli, ha invece affermato che sarebbe preferibile sospendere i campionati finchè tutti gli impianti non siano a norma, anzichè riprenderli a porte chiuse. I diretti interessati, vale a dire gli abbonati, sono intanto sul piede di guerra. Così come il Codacons, che invita le società a rimborsarli per la parte non usufruita, minacciando altrimenti di denunciarle per “appropriazione indebita“. Un altro interrogativo riguarda i tempi necessari per la messa a norma del “Rigamonti“. Il sindaco Corsini martedì ha ipotizzato “due-tre mesi“. Luca Marchitelli, responsabile dell`Ufficio stampa della Zucchetti di Lodi, che si occuperà dei lavori a Mompiano relativi all`accesso allo stadio, ovvero dei tornelli e delle gabbie di metallo, specifica che i tempi tecnici “variano dai 15 ai 60 giorni“, escluse le eventuali opere di muratura o di recinzione. Idem per l`impianto di video sorveglianza. Franco Bassini.

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