23 Settembre 2001

Sabato a piedi, un disastro

Commercianti infuriati per il calo di vendite che ha raggiunto anche il 50 per cento
Sabato a piedi, un disastro
Cittadini «imprigionati» nelle aree pedonali dalle 9 alle 19

NEGOZIANTI senza clienti. Varchi assediati da automobilisti inferociti. Residenti impossibilitati a tornare a casa in macchina. Sarà ricordato come il sabato ecologico delle polemiche, se non altro per i disagi che, la terza giornata europea senza auto, ha creato a moltissimi romani. Troppi i novecento ettari entro i quali non hanno potuto circolare macchine e motorini: in centro, nella zona a traffico limitato, ma anche in molte vie e piazze di dieci municipi che hanno aderito all`iniziativa. Qualche furbo è riuscito ad eludere i controlli dei vigili, che hanno presidiato i 22 varchi, dalle 9 alle 19, durante le dieci ore di divieto di circolazione.
Traffico e ingorghi sono stati registrati in molte vie limitrofe alle isole pedonali. I più arrabbiati di tutti, sono sicuramente i commercianti. «Le cose sono andate malissimo per tutta la giornata – si lamentava Vittorio Banchetti, proprietario dell`omonimo negozio di Campo Marzio – Gli unici clienti che abbiamo avuto erano stranieri o italiani in visita nella Capitale. I romani hanno preferito rimanere a casa, e, comunque, non sono stati incentivati a spostarsi».
Via Nazionale, via del Corso, via Cavour ma anche via del Tritone hanno fatto registrare un calo di presenze, nei negozi, che alcuni stimano intorno al 40%. C`è anche chi, come Alfredo Iamotti, presidente dei commercianti di via Appia, parla di perdite pari al 50%. «Nella nostra zona, l`isola pedonale ha interessato la via Appia nel tratto tra piazza Re di Roma e San Giovanni. E` stato un disastro, e in quasi tutti i negozi, abbiamo registrato un calo degli incassi che oscilla intorno al 50%».
«In linea di principio siamo favorevoli alle isole pedonali – sottolinea Iamotti – ma non durante i giorni feriali». Insomma, se le strade della Capitale si sono riempite di pedoni, i negozi, si sono svuotati. «Non si possono chiudere intere zone di Roma – ha commentato il presidente dell`associazione nazionale commercianti, Giacomo Ricci – senza fornire una adeguata rete di trasporto pubblico. Servono anche parcheggi intorno alle zone chiuse al traffico, e più mezzi pubblic».

Anche l`associazione dei consumatori Codacons ha attaccato la giornata europea senza auto, così come le domeniche ecologiche, che partiranno nei prossimi mesi. «I residenti si sono ritrovati imprigionati per un giorno – ha commentato Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Altri sarebbero i provvedimenti da prendere per combattere l`inquinamento atmosferico, come ad esempio il potenziamento dei mezzi pubblici». Anche secondo Piergiorgio Benvenuti, consigliere provinciale di An, «l`iniziativa ha creato grandi disagi oltre che ai commercianti, anche ai residenti, che, in alcuni casi, come nel municipio XV, hanno visto aumentare il traffico nelle vie limitrofe alle isole pedonali».
L`azienda dei trasporti ha reso noto di aver trasportato 280 mila persone, mentre solo sulle navette elettriche sono salite 5 mila persone.

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