22 Febbraio 2013

Sì con qualche riserva La Corte dei Conti dà il via libera ai Monti bond

Sì con qualche riserva La Corte dei Conti dà il via libera ai Monti bond

 

La Corte dei Conti ha ammesso, nero su bianco, la singolarità dell’ intervento pubblico deciso dal governo guidato da Mario Monti per salvare il Monte dei Paschi di Siena dal fallimento, ma alla fine ha dato comunque il suo assenso. Nel pomeriggio di ieri la sezione controllo preventivo di legittimità della magistratura contabile ha infatti registrato il decreto che individua le risorse per la sottoscrizione da parte del Tesoro degli strumenti finanziari emessi dalla banca, ovvero dei cosiddetti Monti bond. Il via libera, ha spiegato la Corte in una nota, è stato concesso, malgrado tutte le anomalie del caso, «in ragione delle deroghe alle norme di contabilità di Stato disposte dal Legislatore con il dl 95/2012 e giustificate dalle eccezionali circostanze riconosciute anche in sede europea». A nulla sono servite le iniziative delle associazioni dei consumatori, che mercoledì avevano fatto pervenire alla Corte una diffida formale per impedire l’ ok al decreto. I magistrati, ha spiegato il Codacons, «avevano tra le mani un documento contenente 142 pagine di motivazioni tecnico-finanziarie che rendevano di fatto impossibile la registrazione del provvedimento». Secondo l’ associazione, che accusa il Tesoro di «difetto di istruttoria rispetto alle ragioni che hanno portato al dissesto della banca», i Monti bond rappresentano una palese «violazione del divieto di aiuti di Stato». Resta ancora in sospeso, invece, il verdetto del Tar, a cui il Codacons si è rivolto con un ricorso basato su identiche motivazioni. Dopo l’ udienza conclusiva di mercoledì, ieri i magistrati del tribunale amministrativo del Lazio sono rimasti chiusi in camera di consiglio fino a tarda sera. Intanto l’ ex capo dell’ area finanza della banca, Gianluca Baldassarri, interrogato per oltre tre ore dai pm di Siena, ha in sostanza ribadito quanto aveva già detto al gip Maria Alfonsa Ferraro e cioè che in banca tutti sapevano dell’ operazione di ristrutturazione di Alexandria e del suo collegamento anche con i finanziamenti di Nomura per l’ acquisto di Btp. Baldassarri, come ha spiegato il suo avvocato Filippi Dinacci, ha ribadito e si è soffermato su quanto già detto la scorsa volta, e cioè durante l’ interrogatorio di garanzia, rispondendo in maniera «puntuale sui meccanismi tecnici». Alla domanda se l’ ex manager del Monte dei Paschi di Siena abbia affermato che l’ operazione al centro dell’ inchiesta e per la quale si configura il reato di ostacolo all’ attività di vigilanza di Bankitalia, sia stata legittimata dai vertici dell’ istituto, il legale ha replicato: «Secondo voi in un’ operazione di questo genere, di questo spessore, in banca si poteva non sapere?».

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