Sì al rientro dei capitali Soltanto rinviato l’ aumento della Tasi
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fonte:
- Libero
L’ ennesima stangata sulla casa è in arrivo. Anche se il governo ha tirato (solo per poco) il freno a mano. Il nuovo balzello sugli immobili non è ancora in vigore a tutti gli effetti, ma già è in procinto di aumentare di un terzo. Grazie a un accordo sottoscritto martedì (…) (…) tra l’ esecutivo di Enrico Letta e i comuni italiani, infatti, l’ aliquota Tasi (la tassa sui cosiddetti servizi indivisibili, il tributo che rimpiazza l’ Imu sulle prime case) salirà dello 0,8 per mille: i sindaci avranno la facoltà di ritoccare l’ aliquota dal 2,5 per mille fino al 3,3 per mille. Il gettito aggiuntivo, stando all’ accordo tra sindaci e palazzo Chigi, sarà destinato a finanziare riduzioni di imposta per le prime case, ma a pagare saranno comunque i contribuenti. Chiamati a pagare la Tasi (e la Tari) dal prossimo giugno e poi a dicembre. La manovra si risolve, in pratica, con una partita di giro tra chi ha figli o chi è single; oppure tra chi ha seconde case e chi una sola. Qualcosa del genere. Fatto sta che il giro di vite, ieri, si è tinto di giallo. L’ inasprimento Tasi era stato inserito nella bozza del decreto legge sul rientro dei capitali dalla Svizzera, grazie al quale il Governo vuole rimpatriare somme illecitamente esportate, per lo più frutto di evasione, e recuperare circa 8 miliardi di euro di gettito. Non si tratterebbe, in ogni caso, di un altro scudo fiscale. La norma sulla casa (articolo 3, comma 5) è sparita dalla versione finale del provvedimento licenziato dal consiglio dei ministri. Ragioni ufficiali non sono filtrate dopo la riunione presieduta da Letta. Lo stop, con ogni probabilità, deve essere stato dettato da ragioni di opportunità e di «immagine». Non era il caso approvare l’ aumento di un’ imposta da pagare nel 2014 nello stesso giorno in cui le famiglie italiane erano chiamate a versare i «residui» dei balzelli dell’ anno precedente. Stiamo parlando della cosiddetta mini Imu e dall’ addizionale Tares. Il termine per versare queste due tasse è scaduto ieri, ma, stando alle indicazioni dei Centri di assistenza fiscale, dovrebbero essere moltissimi i proprietari di casa che – per evitare code e, soprattutto, evitare di fare errori di calcolo – hanno optato per il versamento in ritardo. Il sistema del «ravvedimento operoso», infatti, consente di saldare il conto con una multa pari al 3% se si paga entro 30 giorni dalla scadenza; o al 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni. Per chi regolarizza gli omessi versamenti entro quattordici giorni successivi alla scadenza, è prevista inoltre la possibilità di ridurre ulteriormente la sanzione allo 0,2% per ogni giorno di ritardo: per un pagamento d’ imposta di 120 euro, a esempio, la mini sanzione prevede che si debba maggiora l’ importo di circa 25 centesimi al giorno. In ogni caso si potrà fare ricorso al «ravvedimento» solo nel caso in cui la violazione non sia già stata constatata e notificata e non sia iniziata alcuna altra attività di accertamento. Da lunedì, dunque, ripartiranno le file ai Caf, molti dei quali hanno già fissato appuntamenti per i primi giorni della prossima settimana. Con ritardi di pochi giorni, l’ aggravio potrebbe ridursi a pochi euro o addirittura pochi centesimi. Ciò vale sia per la mini Imu, che andava calcolata dal contribuente, sia per la Tares, che invece prevede la spedizione di moduli prestampati. Chi non ha ricevuto i bollettini a casa, sta aspettando che le file agli sportelli delle municipalizzate di raccolta rifiuti si esauriscano autonomamente per richiedere i prestampati. Un comportamento che, secondo il Codacons, «ha dell’ incredibile» e dimostra che la richiesta di annullare almeno fino al 14 febbraio le sanzioni previste per chi non si è messo ancora in regola, «non solo è sacrosanta, ma è un atto dovuto». Lo Statuto del contribuente, ha ricordato l’ associazione, stabilisce infatti che «le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore». Nel 2014 pagheremo ancora di più. E la stangata Tasi comunque, salvo miracoli, arriverà a breve. Confedilizia è pronta a dare battaglia. Mentre era ancora in corso la riunione del cdm, l’ associazione guidata da Corrado Sforza Fogliani ha preso di mira l’ aumento delle aliquote parlando di una «vergogna». Duro, anche Maurizio Gasparri di Forza Italia: «Ancora una volta un bene primario per gli italiani, la casa, è nel mirino di questo governo delle tasse che prosegue con un’ imposizione fiscale senza limiti. Hanno già fissato l’ aumento delle aliquote Tasi per l’ anno in corso. Una tassa più che discutibile e che in realtà è un’ Imu celata». twitter@DeDominicisF.
francesco de dominicis
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