14 Novembre 2007

Sì ai tagli alle spese di camera e senato

Oggi la Finanziaria va al voto finale con due nodi che restano da sciogliere, quello sul tetto degli stipendi per i manager pubblici e quello della sanatoria sui precari della Pubblica amministrazione. L`articolo 91, quello che prevede 270mila euro come tetto per gli stipendi dei manager pubblici, è arrivato a un passo dalla votazione, ma il no dell`Udeur (preannunciato dal ministro Clemente Mastella) ha fatto slittare tutto a stamani. Con una soluzione già indicata: che il taglio avvenga solo per i nuovi contratti “perché – spiega il ministro della Giustizia – il taglio a contratto già firmato è incostituzionale“. Le notizie di giornata parlano di interventi per l`occupazione nel Mezzogiorno (200 milioni), dell`abolizione del ticket sulla diagnostica, di soldi imprevisti (40 milioni oltre ai 550 già in bilancio) per il finanziamento delle Università (emendamento di An con voto di parti della maggioranza), di sconto Irap per chi denuncia di dover pagare il pizzo. Poi ci sono i tagli che Camera, Senato, Corte Costituzionale e Quirinale hanno deciso di fare alle proprie spese. Fanno parte in un certo senso della Finanziaria, ma non arrivano con un articolo della manovra, bensì con una decisione autonoma delle istituzioni: conterranno “all`interno del tasso di inflazione programmato la dinamica delle rispettive dotazioni“. Lo dice un comunicato del ministero dell`Economia che spiega anche quale sia la conseguenza: 23,8 milioni di risparmio sulle somme già inserite nel bilancio per il 2008. Si apre un caso, invece, sulla cancellazione dalla Finanziaria (in gergo “stralcio“) della norma sull`obbligo di indicare il principio attivo e non il nome del farmaco nelle ricette di fascia C, quelle che ci dobbiamo pagare. “Con l`ipocrisia dello stralcio – dice Roberto Manzione, Unione democratica – hanno vinto le lobby. Sono potenti e sono arrivate nell`Unione fino in Senato“. Con Manzione si schierano i consumatori: “I medici – commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons – potranno continuare a trascorrere vacanze esclusive a spese delle case farmaceutiche, mentre i cittadini spenderanno sempre di più“. Accantonata, sarà discussa oggi, un`altra proposta dei senatori dell`Ud, Manzione e Bordon, quella sulla class action, ovvero la possibilità per i consumatori di fare azioni collettive per tutelare un proprio diritto. Anche qui a mettersi di traverso è il ministro della Giustizia, Clemente Mastella: “Non per la class action in sé, ma per i 180 giorni per adeguarsi alla norma“. Fra le altre misure approvate ci sono 20 milioni di euro per iniziative contro la violenza alle donne, il salvataggio dell`Istituto italiano per l`Africa e l`Oriente, retaggio dell`Impero che fu, istituito da Giovanni Gentile nel 1933. Non farà parte degli enti pubblici cancellati (12) grazie a un emendamento di Francesco Storace (La Destra) approvato all`unanimità. 460 milioni la dotazione per gli ammortizzatori sociali con una novità legata al bonus formazione professionale per i disoccupati. Fra gli interventi per il risparmio nella pubblica amministrazione l`obbligo dell`uso della posta elettronica e il passaggio alle comunicazioni via internet (tipo Skype).

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